In barca a vela attorno al mondo: la storia di Matt e Jess

Da sogno a realtà

“Tutto è iniziato nella tarda estate del 2007, mentre ci trovavamo sulle rive del Lago Michigan; Matt continuava a guardare alle barca a vela commentando come gli sarebbe piaciuto provare prima o poi a navigare…”

– Jessica Johnson
Island Scozzesi

Inizia così il racconto di Matt e Jessica Johnson. Sono appena arrivati nelle Azzorre e tengono in braccio la loro gattina Georgie, sorridendo alla webcam del loro computer. Sono ragazzi semplici, con l’abbronzatura tenue che non sbiadisce mai del tutto, ma con negli occhi tutte le meraviglie del mondo. 

Matt e Jessica dicono di essere stati l’incarnazione del sogno americano. 

“Prima la scuola, poi l’amore, un lavoro stabile e infine il matrimonio: la nostra vita sembrava perfetta agli occhi degli altri. Eppure tante volte ci siamo trovati sul divano a guardare la televisione durante il weekend, troppo annoiati per fare qualcosa di diverso, e nonostante fossimo felici di stare insieme sentivamo che quelli non eravamo noi.” Così, nel 2008, la barca a vela si è trasformata da sogno ad hobby. “Per Matt è più un’ossessione che un’hobby”, mi dice sorridente Jessica.

Matrimonio
Come siete passati dall’hobby al vivere su una barca a vela?

“Per un periodo abbiamo cercato un terreno o una proprietà che ci permettesse di vivere sul lago, dove potessimo avere un piccolo porticciolo e ammirare la natura. Abbiamo passato un’intero anno nella ricerca senza trovare niente che ci soddisfacesse a pieno, finché un giorno Matt mi ha detto che con i soldi che avevamo potevamo comprare una piccola proprietà o una barca a vela, e mi chiese cosa preferissi”.

Jessica ride e Matt fa una faccia buffa, come se ricordare quel momento li divertisse ancora oggi. 

“Devo ammettere che come domanda mi sorprese, ma lui era serissimo. Così serio che ci siamo seduti sul pontile su cui ci trovavamo per visitare l’ennesima proprietà a valutare tutti i pro e i contro”. Mi raccontano che presa la decisione, Matt si è buttato a capofitto nella ricerca di una barca, e alla fine ci siamo innamorati della prima che abbiamo visto. “abbiamo guidato per un’ora fino a Battle Creek per vedere una 1998 Hunter 240. Una bella barca in buone condizioni, perfetta per dei novellini come noi, e al giusto prezzo. Il giorno dopo abbiamo preso la nostra prima lezione di vela e abbiamo comprato la barca”.

tempesta
Non avevate mai provato neppure una volta ad andare in barca a vela?

E’ Matt a rispondere stavolta. “Nessuno dei due ci era mai salito prima. È stato difficile, all’inizio: un ragazzo è dovuto saltare dalla sua barca alla nostra per salvarci non appena siamo usciti dal porto sul Lago Muskegon. Tra alti e bassi però alla fine ci siamo abituati e abbiamo passato due splendidi mesi imparando ed innamorandoci della vela”, si guardano e ridono, “per non dire che anche al ritorno abbiamo speronato quattro o cinque barca nel porto nel tentativo di tirare la nostra fuori dall’acqua”. Fortunatamente nessuno si è arrabbiato, mi rassicurano.

Nel gennaio 2010 cambiano barca, pronti per avventure e viaggi sempre più lontani. 

“All’inizio, quando le crociere erano più sporadiche e non la nostra vita, riempivamo la barca di cose di cui solo dopo abbiamo capito di non avere bisogno”. Alla fine, la svolta. “Nonostante avessimo risparmiato per i passati due anni perché pensavamo di partire per un lungo viaggio tra gli Stati Uniti e le Bahamas, ci siamo velocemente resi conto che non ci bastava. Volevamo andare via per quattro o cinque anni, magari di più, così abbiamo venduto la casa nel giugno del 2011 e ci siamo temporaneamente spostati a casa dei genitori di Matt. A luglio ci siamo licenziati e con quanto a quel punto avevamo da parte siamo partiti”

Sabre 34 targa, barca a vela
Cosa avete fatto all’inizio?

“Abbiamo veleggiato lungo la costa orientale degli States, passato del tempo nelle più belle isole dei Caraibi, alle Bahamas, Cuba, tutta l’America Latina. Nel 2014 abbiamo trovato il coraggio di affrontare l’Oceano: l’abbiamo attraversato ben due volte”. Chiedo loro cosa li abbia spinti a girare il mondo; quale fosse la loro “musa ispiratrice”. Loro ridono e in coro mi rispondono “beer”, lasciandomi perplessa qualche istante. Loro si godono la mia reazione per un po’, e poi spiegano che Jessica è sempre stata un’appassionata di birra, ma più in generale di sapori. A spingerli è stato il desiderio di provare più sapori possibili e scoprire culture, tradizioni e profumi…

birra
Ditemi di più della birra

“Jessica ha sempre avuto un debole, ma viaggiando si è trasformata più in un’ossessione: ovunque andiamo proviamo le birre più tipiche e aggiorniamo il nostro blog dove abbiamo raccolte tutte quelle che abbiamo provato finora. Sul blog c’è anche un form, fatto grazie a PayPal.me, grazie al quale chiunque può farci anche la più misera donazione per offrirci una birra. Visto che abbiamo raramente la possibilità di uscire con i nostri amici storici, è un po’ un modo per condividere qualcosa di più concreto delle foto a distanza. E in più, facciamo conoscere a chi ci segue anche realtà piccolissime. Alcuni birrifici sarebbero sconosciuti, e le loro creazioni rimarrebbero segrete, e sarebbe un vero peccato”

birra
Viaggiate sempre da soli?

“Con noi c’è Georgie.”, mi dicono. “L’abbiamo adottata nel 2012 e nonostante fossimo un po’ titubanti sulla sua resistenza in acqua ci siamo accorti che è molto più stabile sulle sue zampine di quanto lo siamo noi. Lei adora sedersi sul ponte e guardare i pesci lungo la barca quando buttiamo l’ancora. Abbiamo scoperto che sapeva nuotare non senza una bella dose di paura: eravamo all’ancora a Grand Cayman, quando l’abbiamo vista prendere la rincorsa e lanciarsi in mare. Presi dal panico siamo corsi a vedere, pronti a lanciarci al salvataggio, ma lei era lì che zampettava tutta tranquilla. Ha nuotato intorno alla barca e poi si è arrampicata di nuovo sul ponte”

gatto
Uno sport, una passione ma anche un modo per conoscersi più a fondo

“Andare a vela intorno al mondo è stato terapeutico per la nostra relazione”

– Matt Johnson

Mi spiegano che prima di iniziare questa vita in viaggio la loro era la classica relazione in cui entrambi tornavano a casa la sera, cenavano insieme, guardavano un film e alla fine andavano a letto. “Capitava spesso di litigare per cose stupide, e puntualmente non concludevamo mai le discussioni. Ci vedevamo per poche ore al giorno ed era più semplice lasciarsi scivolare addosso quelle piccole incomprensioni quotidiane, ma alla lunga stavamo minando il nostro rapporto senza nemmeno rendercene conto”

Matt e Jessica, viaggiando in barca a vela
In che modo la vita in barca vi ha aiutato?

“Se prima capitava spesso di tenerci dentro emozioni e sentimenti di negatività, o lasciar correre le discussioni o ancora peggio, uscire nel bel mezzo di una discussione mentre l’altro stava ancora parlando, in barca non è possibile. Lo spazio vitale è ristretto e l’oceano immenso: non si può scappare, non ci si può allontanare e abbiamo capito che reprimere pensieri ed emozioni non fa che distrarci. E quando sei nel bel mezzo di una traversata oceanica non puoi permetterti distrazioni o di non parlare. Abbiamo imparato a sederci e confrontarci, trovare un giusto mezzo tra la mia serietà (di Jessica, ndA), e la sua leggerezza.”

– Jessica Johnson
Matt, barca a vela
Pensate che anche altre persone dovrebbero seguire il vostro esempio?

“Ognuno ha i suoi sogni e i suoi desideri. Su internet e di persona siamo spesso venuti a contatto con qualcuno che ci ha raccontato di aver messo i propri sogni in stallo fino alla pensione, o all’anno sabbatico o alla prossima vacanza per un motivo o l’altro, fino al punto che quei sogni non erano più realizzabili. Certo non tutti sognano di viaggiare h24 o di girare il mondo in barca: alcuni sognano di diventare scrittori, altri stilisti, altri di aprire una gelateria. Ma tanti si fermano pensando di avere sogni irrealizzabili e rimangono bloccati nella loro routine”

Jessica, Georgie e Matt, barca a vela
Quale è il vostro suggerimento?

“Prima che partissimo tanti hanno cercato di dissuaderci; ci dicevano che non avremmo retto, che avremmo avuto nostalgia, che avremmo litigato, che stare insieme costantemente ci avrebbe corroso come coppia. Il nostro suggerimento è: ascoltate voi stessi. Se pensate che quello che volete fare è la cosa giusta, provateci. Non succede niente a fallire, la vita ci dà sempre la possibilità di ricominciare da capo. Ma se non seguite il vostro cuore, qualunque cosa vi dica, non sarete mai felici. Noi eravamo l’incarnazione del sogno americano: una bella casa, un bel lavoro, delle belle macchine. Eppure non era il nostro sogno”

Georgie
Il vostro ultimo viaggio è stato lungo le coste del Regno Unito. Ma quale è il posto che avete amato di più?

Matt e Jessica rimangono in silenzio per un lungo minuto, poi confabulano tra loro quasi a confrontarsi sulla risposta da dare. Sullo sfondo vedo Georgie che si stiracchia sul ponte della loro Sabre 34 Targa. Nonostante sia estate il cielo oggi non promette un sole cocente. “Non è facile rispondere a questa domanda”, mi dicono dopo un po’, “ogni posto che abbiamo visitato ci ha fatti innamorare per un motivo o l’altro. Abbiamo adorato il mare e il calore delle Isole Vergini britanniche, la storia e la tradizione che abbiamo respirato in Perù, l’ospitalità delle isole del Sud Pacifico. Amiamo l’Europa con tutto il cuore. Insomma, non c’è un posto più bello di un altro: la Terra è piena di meraviglie da esplorare, tutte diverse, tutte meravigliose.

Isole Cayman, barca a vela
Il rapporto con i social?

“Non siamo molto legati ai social network. Ovviamente però sono necessari per la nostra vita e il nostro guadagno: abbiamo un profilo Instagram con un seguito di circa 30mila persone e una pagina facebook. Ma è soprattutto è attraverso il nostro blog e YouTube che rimaniamo in contatto con il mondo e parliamo della nostra avventura. Ci permette di mostrare ogni parte del percorso senza montaggi rocamboleschi e cinematografici. Filmiamo la nostra vita vera, spieghiamo come vivere su una barca, come prepararsi a una lunga traversata. Parliamo dei luoghi che visitiamo senza fare foto spettacolari: non perché non ci piacciono, anzi, solo che non siamo abbastanza bravi”

Angor Watt
Tutto si può imparare con l’esperienza, giusto?

Loro sorridono, sono complici e affiatati. “abbiamo imparato a navigare senza aver mai messo piede su una barca a vela, ma non riusciremo mai a fare foto spettacolari come @mariefeandjakesnow o @thelosttwo. Li seguiamo e rimaniamo a bocca aperta ad ogni post ma non è il nostro stile: siamo più pirati del mare che della rete. A chiunque voglia intraprendere questa strada oggi suggerisco di trovare il proprio stile: di vestire la scarpa per il proprio piede. Ciò che viene premiato maggiormente è l’autenticità. Siate autentici, siate voi stessi, e tutto arriverà con i suoi tempi”

Mare aperto, barca a vela, travel blogger, cose da fare prima di morire

Greta Martini

Fiorentina con un passato da fanwriter, Greta sogna un giorno di diventare un'insegnante. Tra un libro e l'altro, gira il mondo con una macchina fotografica e la meraviglia negli occhi.

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