Conversations with a Killer: The Ted Bundy Tapes – gli ultimi giorni di un serial killer

Vi siete mai chiesti cosa si prova ad intervistare un serial killer? Cosa si prova a mantenere un contatto visivo continuo con qualcuno che ha ucciso decine di persone? Conversations with a Killer: The Ted Bundy Tapes ovvia a questa curiosità. Con più di 100 ore di conversazione, The Ted Bundy Tapes ricostruisce fedelmente la vita del criminale più famoso d’America (insieme a Charles Manson), e ne riporta fedelmente azioni e conseguenze.

Le “Ted Bundy Tapes”

Stephen Michaud è autore e produttore dell’omonimo bestseller “Ted Bundy: Conversation with a Killer”. Nel 1986 ha intervistato Theodore “Ted” Bundy, un serial killer che ha stuprato, rapito ed ucciso un numero imprecisato di ragazze durante gli anni ’70 (e, probabilmente, anche prima). Condannato alla pena capitale nel 1980, muore sulla sedia elettrica nel 1989.
Le puntate non riportano solo testimonianze ed analisi indirette e postume di ispettori, detective, psicologi. La forza della docuserie è anche nelle confessioni ed aneddoti da parte di amici e parenti, sia delle vittime che di Ted Bundy stesso. E così, viene fuori un lato diverso di lui: il lato, probabilmente, più umano. Lato che però non è da confondere con il suo essere uno spietato killer. Bundy ha confessato 30 omicidi, per poi ritrattare, anni dopo, confessandone 35, anche se la stima precisa si ritiene essere molto più alta.

I due casi più importanti

La serie prende in considerazione due dei casi più importanti e complicati della “carriera” di Bundy: l’omicidio nella confraternita Chi Omega, nella Florida State University, e il rapimento con successivo omicidio della 12enne Kimberly Leach. Vengono poi analizzati i 10 anni intercorsi tra la fine del processo, con conseguente pena di morte, e l’effettiva messa in atto della pena, dove Bundy ha accresciuto la sua fama riuscendo addirittura a sposarsi e ad avere figli.
La docuserie riprende anche il momento in cui la notizia della morte di Ted è arrivata al pubblico. Vediamo la folla attendere trepidante fuori dall’istituto penitenziario, aspettando solo che l’omicida morisse. Ebbene, Ted Bundy anche nella morte riesce a far parlare di sé come fosse un’icona della cultura popolare. La sua Volkswagen è messa in mostra nell’ala Est della prigione di Alcatraz.

La serie è disponibile su Netflix dal 24 gennaio 2019.

 

Bundy

Ilaria Caiazzo

Studente a tempo pieno, interprete e traduttrice a tempo perso. Scrivo di cinema, serie tv e libri. Ossessionata dal make-up e dai serial killer.

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