Polemica sul web: colpito Bruno Vespa dopo Porta a Porta

Nella seconda serata di martedì 17 settembre, lo storico programma Rai di Bruno Vespa ha ospitato Lucia Panigalli, vittima di aggressione e tentato omicidio ad opera di un suo ex compagno. La donna ha raccontato la propria vicenda, ma le risposte ed i modi di Bruno Vespa hanno fatto scoppiare la polemica che negli ultimi giorni si è moltiplicata.

Scoppia la polemica: intervista vergognosa

La maggior parte dei giornali, e dei giornalisti, esprime a chiare lettere e sin dal titolo la propria indignazione. Infatti, Vespa avrebbe sminuito la violenza e punzecchiato la signora Panigalli durante il suo racconto, usando espressioni poco consone al delicato argomento. Alcune di queste, estrapolate da un contesto più grande e generale, suonano peggio di quanto non siano, ma altre non sono giustificabili. Tanto più che, come fanno notare tutti, provengono dal giornalista per eccellenza dell’emittente statale. Proprio di quello Stato che dovrebbe proteggere, tutelare e dar voce alle vittime di violenze. Eppure, sembrerebbe che, ancora una volta, attraverso Bruno Vespa sia emersa la voce misogina e patriarcale dello Stato.

L’aggressione

Lucia Panigalli era stata aggredita la notte del 16 maggio 2010 dall’ex fidanzato Mauro Fabbri. Nonostante il passamontagna, indossato per non farsi riconoscere, la signora Panigalli aveva identificato il suo ex. Fabbri aveva come obiettivo quello di ucciderla, tanto che le uniche parole che le ha rivolto sono state “Ti uccido”. Ci aveva tentato con un coltello, la cui lama però si è staccata dal manico. Poi era passato ai calci in testa. La donna, fortunatamente, è riuscita a fuggire e a raggiungere la propria casa, mettendosi così in salvo dopo aver suonato il campanello che ha svegliato il figlio.

“Però se avesse voluto ucciderla, l’avrebbe uccisa”

Questa è stata, forse, la più assurda tra le osservazioni di Bruno Vespa, in risposta al racconto della donna. Lucia Panigalli, dopo qualche attimo di esitazione causato da questa affermazione, ha spiegato meglio la dinamica dell’aggressione. Senza scomporsi, conclude rispondendo a tono: “La lama si è staccata dall’impugnatura. Se non fosse successo questo io mi chiedo quanti colpi avrei preso, sarebbe riuscito ad uccidermi?!” Probabilmente sì. Questione di pura fortuna, come ha sottolineato lo stesso Vespa ad inzio dell’intevista, infiammando la polemica.

Una polemica tira l’altra

Sono decine le frasi di Vespa virgolettate e riportate da giornalisti indignati o persone allibite. Tra queste la fatidica “ma posso chiederle di che cosa si era innamorata?”, come se fosse implicitamente colpa della signora Panigalli che non si è resa conto in tempo di che persona fosse Mauro Fabbri. Del resto, “18 mesi non è l’uscita di una sera”. In un anno e mezzo, inframezzati da periodi di separazione come ci racconta Lucia Panigalli, c’era tutto il tempo di capire che Mauro Fabbri fosse pronto ad uccidere la donna che lo lascia. Almeno secondo quanto lascia intendere Vespa con le sue osservazioni.

Innocente per lo Stato

Il giornalista Rai è stato attaccato anche per aver dato dell’innocente a Mauro Fabbri. Tuttavia, a onor del vero, bisogna contestualizzare la frase di Bruno Vespa all’interno di un discorso più ampio. Infatti, Fabbri aveva assoldato il suo compagno di cella per uccidere Lucia Panigalli mentre lui si trovava ancora in carcere. Il pregiudicato bulgaro aveva, però, denunciato Fabbri che viene processato per questo accordo. Per la legge italiana, tuttavia, l’uomo è innocente perchè non si può punire penalmente un’intenzione se non si concretizza. Per cui sì, Bruno Vespa in questo caso ha ragione: per lo Stato, Fabbri è innocente. Un paradosso, che diventa ancora più grande se si pensa che l’ex fidanzato della signora Panigalli è uscito prima del tempo dal carcere per buona condotta.

Proposta di legge

In proposito, Lucia Panigalli informa, correndo a causa della fretta di Porta a Porta, che è stata depositata in Senato una proposta per modificare l’articolo 115 del Codice penale. Proprio l’articolo secondo il quale se due persone si mettono d’accordo per un omicidio che, però, non viene compiuto, nessuno è perseguibile. Questa proposta è la sua speranza, la speranza affinchè le cose possano cambiare. Non soltanto per lei, che è costretta a muoversi con la scorta per la minaccia di Mauro Fabbri libero e lontanto da lei soltanto 10 chilometri, ma anche per tutti quelli che si ritrovano in una situazione simile.

Monica Seminara

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