Recensione a caldo di “Demon Slayer – Kimetsu no Yaiba”: Tanjiro l’ammazademoni

Uno degli anime che ha riscosso più successo del 2019, “Demon Slayer – Kimetsu no Yaiba” o semplicemente Demon Slayer, è purtroppo giunto alla sua conclusione nei giorni scorsi. Ne parleremo, esaminando cosa ha colpito così tanto il pubblico e perché è definito come l’erede degli shonen storici del calibro di Naruto o Bleach.

demon slayer, tanjiro, nezuko, Kimetsu no YaibaDemon Slayer è l’opera più importante di Koyoharu Gotōge, già autrice di numerose one shot minori, cimentatasi per la prima volta in un lavoro di questo calibro, ma che ha comunque ottenuto dei risultati splendidi. Il manga è stato pubblicato nel 2016 ottenendo una trasposizione animata appena tre anni dopo, presso il prestigioso studio Ufotable, del quale avevamo già parlato nella recensione dell’ultimo film della saga dei Fate. L’anime è andato in onda dal 6 Aprile al 28 Settembre 2019, ed è possibile recuperarlo su VVVVID. Ovviamente questa recensione conterrà SPOILER, quindi la lettura è consigliata solo a chi ha già visto la serie.

Una storia di amore fraterno

La trama è piuttosto semplice: una notte infausta tutti i membri della famiglia di Tanjiro Kamado vengono sterminati da un demone. L’unica sopravvissuta è la sorella minore del ragazzo, Nezuko, che però si trasforma in un demone lei stessa. Nonostante la natura distruttiva di quelle creature però, resiste alla tentazione di nutrirsi del sangue del fratello o qualunque altro essere umano. Inizia così il viaggio dei due per scoprire un modo per far tornare Nezuko umana.

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Per farlo, Tanjiro decide di entrare a fare parte della “Squadra Ammazza Demoni”, diventando il promettente allievo di uno di loro e facendo la conoscenza degli altri due protagonisti della storia. Zenitsu Agatsuma è un fifone indiscreto con le ragazze, accompagnato da Chuntaro un simpatico passerotto. Inosuke Hashibira è un giovane dal carattere aggressivo cresciuto in mezzo alle montagne. Va in giro con una testa di cinghiale, in modo da coprire il suo volto dai tratti per lui fin troppo delicati. Nonostante le differenze, i quattro sono un gruppo molto affiatato, capace di affrontare il duro percorso per trovare una cura per Nezuko, racimolando le simpatie di alleati potenti e carismatici.

Le animazioni spaziali della Ufotable

La cosa che più spicca all’occhio di Demon Slayer è sicuramente l’uso di animazioni pazzesche. La rappresentazione degli elementi tramite il particolare stile grafico che ricorda lo ukiyo-e, lascia senza parole. Si tratta senza dubbio di una delle trasposizioni animate che più ha reso più giustizia all’opera cartacea originale. L’impegno dello studio Ufotable trasuda da ogni scena, mostrandoci degli sfondi meravigliosi ed una regia sapiente che richiama i pannelli del manga, discostandosene quanto basta da rendere il tutto ancora più scenografico.

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Da questo punto di vista, uno dei picchi massimi è stato raggiunto durante l’episodio numero diciannove della serie, dove Tanjiro utilizza il suo nuovo stile di combattimento. La puntata è stata così acclamata da essere considerata da molti l’inizio di un nuovo stile di shonen: la dimostrazione che si possono rendere anche le scene più cruente di una bellezza ed eleganza impressionanti.

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Malinconia scoppiettante

L’ambientazione cupa, a tratti horror è spesso concentrata sugli sfondi spettacolari o sulle espressioni dei personaggi. Il design degli occhi, riprende in pieno quello originale del manga, rendendolo ancora più particolare grazie all’uso di colori brillanti e sfumature particolari. I demoni ricordano un po’ i vampiri della tradizione classica: sono immortali se non uccisi in modi specifici, il sole li brucia. Un modo piuttosto bizzarro di interpretare i demoni della tradizione giapponese, che non si era quasi mai visto.

Il ritmo della narrazione è scandito in modo acerbo, ma non per questo sgradevole. Il cast di doppiatori stellare, aiuta nell’immedesimazione dei personaggi anche nelle scene più semplici.

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Le musiche sono una collaborazione tra Gō Shiina e Yuki Kajiura, la cui collaborazione con lo studio Ufotable è decennale. Il primo ha infatti musicato per loro “God Eater” e la saga dei “Tales Of”, mentre la seconda ha arrangiato gli adattamenti della saga di “Fate” e i film di “Kara no kyōkai” (The Garden of Sinners). Da questo incontro nascono delle melodie calme ma coinvolgenti, che permettono la completa immersione all’interno dell’opera. La malinconia trasmessa da esse rispecchia alla perfezione quella dei protagonisti, immersi in un mondo di dolore dove nonostante tutto non sembra esserci una via d’uscita. L’opera però al contrario di quanto possa sembrare, vuole rappresentare come l’amore e la forza di volontà possano essere in grado di sconfiggere ogni ostacolo.

La gentilezza di Tanjiro Kamado

L’affetto tra Tanjiro e Nezuko è così forte da sconfiggere persino le leggi fantastiche di quel mondo. Rappresentano il baluardo della speranza e spingono inevitabilmente l’osservatore a tifare per loro.

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Tanjiro è probabilmente uno dei protagonisti meglio riusciti degli ultimi anni, la sua gentilezza ed il suo buon cuore lo rendono un personaggio vero e tridimensionale. Nonostante la sua dolcezza è un combattente formidabile, deciso a uccidere i demoni che gli si parano di fronte, in modo da dare loro la possibilità di essere finalmente liberi. Queste creature mostruose che mangiano gli umani, persino le più crudeli, sono viste per quello che sono: vittime di un mostro che le ha trasformate, rendendole a loro volta carnefici. È un circolo d’odio che purtroppo può essere spezzato solo con la morte, Tanjiro lo sa e svolge il suo compito con tutta la delicatezza possibile.

demon slayer, nezuko

La storia è un po’ diversa per Nezuko. All’inizio purtroppo la ragazza passa la maggior parte del tempo a dormire o  all’interno di una scatola che Tanjiro porta sulla schiena. Questa è l’unica protezione per lei dai raggi del sole, altrimenti mortali. Nonostante questo riesce a commuovere nelle poche scene di cui è protagonista, tra le quali spicca quella nella quale resiste alla tentazione di aggredire un umano sanguinante di fronte a lei. Il suo desiderio di sangue viene messo da parte con grande difficoltà, facendo trionfare la sua umanità. Nezuko è uno di quei personaggi che desideri veder crescere, che riesce ad esprimere molto anche se non parla.

Il caso Zenitsu

demon slayer, zenitsuPurtroppo non tutti i personaggi hanno un tale spessore. È il caso di Zenitsu, uno di quelli meno riusciti dell’opera. Il suo carattere superficiale e la sua tendenza ad importunare le persone di sesso femminile, lo rendono particolarmente odioso. Le sue scene si protraggono in modo fastidioso, rovinando l’atmosfera venutasi a creare. Anche lui ha ovviamente dei momenti in cui sembra essere cresciuto, ma sono davvero pochi rispetto alla totalità.

Non si sa bene cosa avesse in testa l’autrice quando ha deciso di dare un carattere del genere ad uno dei protagonisti principali, si spera che andando avanti con la storia potrà evolversi e maturare, mostrando finalmente tutto il potenziale sia come spadaccino che come personaggio.

Colpiscono invece in modo positivo anche i personaggi di Inosuke e Shinobu Kocho, una degli ammazza demoni più forti in circolazione. Nonostante le loro scene non siano così tante all’interno dell’opera, i due riescono a spiccare in modo positivo. In particolare la seconda è capace di attirare l’attenzione dello spettatore grazie ad un semplice scambio di battute, che porta ad apprezzarla per la sua complessità. Inosuke all’inizio sembra solo l’aggressivo rivale di Tanjiro, ma ben presto si rivela un ragazzo insicuro, che riesce persino ad intenerire nei momenti in cui si dimostra totalmente estraneo alla civiltà.

Film per Demon Slayer!

La prima serie si conclude con Tanjiro ed i suoi amici che salgono a bordo del treno che sarà protagonista della prossima saga. La scena ha lasciato ai più affezionati un retrogusto dolce amaro, che è stato subito sostituito da un novello entusiasmo. Al termine dell’episodio, viene infatti annunciata la realizzazione di un film che vuole essere la trasposizione proprio di quel pezzo di trama. Il trailer è già disponibile e anticipa la presenza di Kyojuro Rengoku come uno dei protagonisti principali. La pellicola avrà il nome di “Demon Slayer – Kimetsu no Yaiba: Demon Train Arc” ed è già presente on line un sito dedicato ad essa.

C’è un grande entusiasmo per questo progetto, sebbene molti si dichiarino delusi. A quanto pare l’arco narrativo sarebbe troppo lungo da riassumere in un solo film, quindi si teme che la storia venga tagliuzzata di qua e di là per rientrare nelle due ore. Non si sanno ancora i dettagli ne una data d’uscita, ma si vuole dare fiducia ad una Ufotable che ha fatto un lavoro splendido con la prima stagione dell’opera.

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Per concludere, consiglio a tutti la visione di Demon Slayer. Tra alti è bassi si tratta senza dubbio di una delle opere più interessanti e complete degli ultimi tempi, oltre ad essere un vero piacere per gli occhi. Aspettando con ansia l’arrivo sul grande schermo di Tanjiro e dei suoi compagni, consiglio anche di recuperare il manga edito da Star Comics, in modo da rivivere i momenti più belli di questa saga così innovativa!

Elisa Rapisarda

Studentessa di nome ma non di fatto, amante di tutto ciò che mi distragga dallo studio. Sono nell'ambito del volontariato dal 2016 ed ho un rapporto complicato con le ambulanze che guido. Le mie giornate si dividono tra videogiochi, scrittura creativa e parlare male di tutto ciò che guardo... soprattutto se mi piace.

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