Fiorentina e non, siamo tutti innamorati di Frank Ribery

La Fiorentina è da una vita terreno di grandi calciatori: Baggio, Batistuta, Toni, Antognoni, Rui Costa. La bellezza di questi campioni è che gran parte di loro con la maglia viola diventano fenomenali, per alcuni più che in altri posti blasonati. 

Vuoi per la bellezza della città, per la storia di cui ne è zuppo il Franchi, ma la Fiorentina è terra di una grande bellezza: il talento. 

Ad arricchire la storia dei viola adesso ci sta pensando un’autentico fenomeno. Sembra essere in un circo per i suoi dribbling, ma in realtà è in un campo da calcio che Frank Ribery dimostra ogni anno il fenomeno che è sempre stato. 

CR7 effect?

CR7effect è un vocabolo che ormai è usatissimo da quando abbiamo Cristiano Ronaldo in Italia. Grazie all’acquisto di CR7, la Serie A acquisisce prestigio ed i grandi campioni stanno tornando a venire da noi. Ribery, Lukaku, Godin, De Ligt ma anche Mhkytarian, Ramsey, Lozano e Sanchez è tutta roba che qualche anno fa l’Italia guardava col binocolo. Adesso torna ad intrigare.

Magari, ovviamente, non sarà solo questo ad aver convinto Ribery ad accettare i viola: ma può essere servito. Sappiamo la fortissima rivalità tra i due dal 2013, data del Pallone d’Oro sulla carta vinto da Ribery, nella realtà alzato da CR7. Una scelta che allora fece discutere molto e diede una pugnalata al cuore di Ribery. Quell’anno l’attaccante francese vinse tutto col Bayern, ma non bastò.

Scelta di cuore

In Russia era pronto più di un contratto da pensione d’oro. Ma a cosa serviva? Frank voleva giocare a calcio, Ribery voleva un progetto sportivo ambizioso e forte. La Fiorentina da subito ci ha provato, ha posto le basi per un colpo di cui si è parlato troppo meno rispetto al dovuto. La Fiorentina ha aspettato, ha offerto e ha parlato col calciatore: un ruolo da leader del gruppo dentro, ma anche anima essenziale di uno spogliatoio di ragazzini pieni di talento. La presentazione poi è storia a se. Firenze invasa, Franchi pieno per quanto sia possibile quella sera. Luci, cori e parole in italiano: in quel giorno Frank Ribery ha fatto innamorare Firenze. Una scelta di cuore, ripagata col cuore di una nazione intera.

Un fenomeno vero

La Fiorentina ha preso un grande calciatore, e su questo non si discute. È pero questa la grande bellezza che sta riuscendo a trasmettere Frank Ribery: fare innamorare tutta Italia. 

Forse perché veste una maglia non scomoda a nessuno, forse perché tutti conosciamo la sua storia. Soprattutto perche in campo è un fenomeno. 

Ha impressionato da subito, con la Juve i suoi primi strappi importanti. Tra un’accelerazione e l’altra arriva l’Atalanta, dove Ribery trova il suo primo gol in Italia (e che gol). Ma è la notte di San Siro ad illuminare il paese, lui che in quello stadio ci ha giocato pochissimo (solo 2 volte prima del Milan).

Si parte con i primi dribbling, uno surreale sul primo gol (rigore Pulgar). Una finta di là, un dribbling a Cahlanoglu, quindi un tunnel e si vola sulla prateria di San Siro. Domenica scorsa il francese ha incantato. Sul finale, quando avviene il cambio, tutto San Siro in piedi per un calciatore avversario: è tutto quasi surreale, ma per fortuna è finalmente vero. 

In un campionato dove già eravamo esaltati per CR7, è sbarcato un nuovo alieno: Frank Ribery, dalla Francia e con un’età che non può contare mai. 

 

 

 

 

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