Sarri: le 5 mosse che stanno rivoluzionando la Juventus

Maurizio Sarri, arrivato tra mille polemiche, ha come obiettivo quello di vincere portando le proprie idee alla Juventus, che non sempre corrispondono con quelle del passato: ma più di come ci si poteva attendere. Il Sarri di Napoli non lo vedremo probabilmente mai, ma arriveremo ad una bella versione di Juve?Vedremo.

Sono 5 le mosse che stanno rivoluzionando la Juventus: cinque più una, la continuità col passato di Max Allegri dal punto di vista degli uomini.

Continuità con Max

Un’allenatore intelligente si vede da questo. Maurizio Sarri è totalmente opposto ad Allegri per filosofia di calcio, ma ha saputo entrare con umiltà in un mondo nuovo. La Juve di Max Allegri aveva dei tatticismi chiari e Sarri man mano sta plasmando tutto ciò in base alle proprie idee, con una continuità: gli uomini. Uno su tutti Blaise Matuidi, che rientra tra i 5 fattori che stanno portano la rivoluzione a Torino. Matuidi che, ricordiamo, era un punto essenziale nel gioco del precedente ciclo di Max Allegri. 

I 5 fattori

Come scritto, sono cinque i fattori che stanno rivoluzionando la Juventus. Lo stare in campo, quindi come si difende. Il ruolo di Pjanic, quello già detto di Matuidi, quindi le individualità da evidenziare col modo in cui vengono servite.

Come stare in campo

Sarri ha sempre messo una squadra ben cosciente di quello che si deve fare. Rari sono gli approcci sbagliati (Brescia e Verona). Il gioco di Maurizio Sarri necessita di molte cose: la base è nel palleggio della squadra. Le sue squadre devono avere il dominio, la supremazia del gioco. Simbolo di questo è il gol di Higuain a Milano: 24 passaggi. Quindi essenziale la qualità del passaggio, ma anche un modo di difendere diverso dal passato bianconero.

Il modo di difendere

Una squadra di Sarri difende pensando a recuperare subito il pallone, per avere la famosa supremazia. La Juventus quest’anno difende alta, spesso nella linea di centrocampo (o oltre). Il pressing è essenziale: parte dalla punta, l’obiettivo è riavere subito il possesso per verticalizzare il gioco. Ancora difficoltà difensive ce ne sono, De Ligt cresce e deve migliorare, Bonucci va benissimo. Gli errori delle prime partite sono più individuali che di squadra, ma si sta migliorando. Una Juve che pressa e cerca la verticalizzazione questa di Sarri, ma chi verticalizza? 

Pjanic, base del calcio di Sarri

Sarri da anni ama avere un play in mezzo al campo che crea il suo gioco: verticalizza, riesce a dare la profondità, sta al centro del gioco. In questo, come era prevedibile, Miralem Pjanic è diventato l’uomo di Sarri, il Jorginho della situazione. Con una serie di differenze importanti: Miralem ha più qualità, più tecnica ed una grande balistica.

Sarri stesso lo aveva detto: “Pjanic deve toccare 150 palloni ad ogni partita”. No, non siamo ancora ai 150 ma ci siamo avvicinati con 120 palloni circa. Un livello incredibile quello di Pjanic, che punta ad essere uno dei migliori in quel ruolo, se già non lo fosse. Con Max Allegri ha sempre fatto abbastanza bene ma la sensazione è che fosse un po’ sprecato. Adesso ha trovato il suo allenatore ideale? Probabile. Fuoco del centrocampo Pjanic, ma non è il solo punto fondamentale di questa Juventus rivoluzionaria.

Blaise Matuidi, sempre

Un po’ a sorpresa (ma neanche tanto) Blaise Matuidi ha conquistato anche Sarri. Lui che non ha proprio una qualità enorme, ma ha conquistato Sarri e chi lavora con lui (come del resto Khedira). Come? Blaise Matuidi è quel che serve a Sarri per dare equilibrio, per gestire, per difendere ed attaccare gli spazi che si creano. Blaise è anche molto disponibile (ts contro la Spal), ma da un campione del mondo è naturale questo. Ciò che stupisce è che Blaise Matuidi era dato per scarto in una Juve alla ricerca del gioco, incredibile. Da punto fondamentale di Max Allegri ad imprescindibile per Maurizio Sarri: attualmente senza concorrenza, nessuno come lui per corsa e intelligenza tattica, insostituibile.

Individualità, come servirle? 

Se alleni la Juventus non puoi non concentrati sulle individualità che ha il tuo attacco in particolare. CR7, Higuain, Dybala, Douglas Costa. Ma anche Ramsey, Bernardeschi e Cuadrado (terzino per emergenza) . La Juve passata faceva molto riferimento alle individualità, ovviamente pure questa, ma con diversità tattiche: Sarri come detto chiede palleggio e profondità. Dunque è importante il modo in cui vengono servite queste individualità. Il gioco di Sarri non prevede troppi tocchi dallo stesso elemento, si deve cercare la punta, deve essere messo nelle condizioni  adatte di farlo il gol. La profondità è un elemento importante in questa Juventus, basta vedere il gol di Dybala a Milano. Lancio di Bonucci, palla a Dybala e gran gol di sinistro. Sì, una palla lunga, novità in casa Sarri. Se si dispone di Bonucci e De Ligt (bravissimi nell’impostazione da dietro), questo jolly te lo devi giocare. Sarri l’ha capito e lo fa molto bene. CR7, Higuain, Dybala, sono tutti bravi ad attaccare la profondità: ecco perché è importante la grande qualità di Pjanic e l’inserimento degli altri. Unica nota negativa, per la verità annullata con Spal, Inter e Bayer in Champions, è la poca presenza dentro l’area di rigore. Elemento importante nel gioco di Sarri.

Una Juventus rivoluzionaria con le migliori qualità del passato. Sarà vincente? Personalmente Sarri mi ha sorpreso molto per come è entrato in un mondo ostico come quello della Juve, la sua mano si sta vedendo e credo si possa alzare il livello, le aspettative sono sempre state alte. Serve tempo a questa Juve, ma arriverà al top.

-Marco Cavallaro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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