Provarci è bene, non provarci è meglio?

provarciUno degli argomenti più controversi quando si parla di femminismo e parità riguarda la possibilità di provarci con l’altro sesso.

A volte, infatti, sembra quasi che provarci con qualcuno sia sempre sbagliato in quanto il rischio di far sentire l’altra persona molestata è spesso molto alto. Soprattutto in determinati contesti ed occasioni, al punto che un’illustratrice (Chiara Filincieri) ha pubblicato un’illustrazione chiamata “Consigli per non molestare il prossimo”.

Premettiamo che ognuno di noi ha una sensibilità diversa e che, per questo, quello che per me è una molestia potrebbe non esserlo per un’altra persona e viceversa.

Un problema frequente nel “provarci” con gli altri è spesso il contesto

Ed è questo l’aspetto di cui parleremo oggi, perché è l’unico nel quale possiamo intervenire indipendentemente dalla sensibilità altrui.

Succede spesso di sentire donne (e uomini, anche se in misura meno frequente) approcciate sul luogo di lavoro. Ecco, questo è una prima cosa da non fare mai. In nessun momento della carriera ed in nessun ruolo.

Questo perché il lavoratore – o l’aspirante tale – si trova in una posizione di svantaggio rispetto a colui che vuole provarci.

E parliamo di tutti i tipi di approccio e contesto

Durante un colloquio di lavoro, ad esempio. Quando durante i colloqui i futuri datori tentano di approcciare con i candidati mettendoli in difficoltà, stanno sfruttando la loro posizione di potere su chi hanno davanti.

O, in alternativa, quando un cliente decide di provarci con il poterecommesso/barista di turno. Anche in questo caso, il cliente sa che chi è davanti a lui o lei non potrà rispondere per le rime. Non potrà rifiutare in modo troppo insistente. Il cliente, in quel caso, è in una posizione di potere, perché per chi sta lavorando non è possibile reagire.

Quando non sappiamo che fare, analizziamo il contesto

Non c’è una regola fissa ma dobbiamo sempre chiederci: in quel momento, siamo in una condizione di parità o di potere rispetto alla persona con cui vorremmo provarci?

Giulia Lausi

Giulia, 25 anni, scout e psicologa iscritta all'Albo A, perennemente oberata di impegni. Gli argomenti di cui scrivo vertono sulla parità di genere e su quanto ognuno di noi può fare per creare cultura. E su quanto possiamo "lasciare il mondo migliore di come l'abbiamo trovato".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *