Giudici vincitori ed imputati vinti: il Processo di Norimberga

Il 18 ottobre 1945 , alla Corte Suprema di Berlino, si tenne l’udienza di apertura che istituì il Tribunale Militare Internazionale. Quest’organo nacque a seguito della Seconda Guerra Mondiale con il preciso scopo di punire i crimini commessi durante la guerra. Già il 17 dicembre del 1942, i governi delle nazioni Alleate avevano emanato la prima dichiarazione congiunta in cui si menzionava ufficialmente l’uccisione in massa degli Ebrei europei, esprimendo l’intenzione di perseguire i responsabili delle violenze contro le popolazioni civili. Questo obiettivo, rimasto costante nel tempo, portò al Processo di Norimberga.

Un regolare processo

Nonostante il desiderio di alcuni leader politici di effettuare un’esecuzione immediata e sommaria dei colpevoli, gli Alleati decisero di istituire il Tribunale Militare Internazionale. Nell’ottobre 1943 il presidente americano Roosevelt, il Primo Ministro inglese Winston Churchill ed il leader sovietico Josef Stalin firmarono la Dichiarazione di Mosca. Con essa stabilirono che, al momento dell’armistizio, i colpevoli di crimini di guerra dovessero essere rimandati nei paesi dove avevano commesso i crimini e giudicati secondo la legge locale. Coloro i cui crimini non potevano essere assegnati ad alcun luogo geografico in particolare sarebbero, invece, stati giudicati e puniti collegialmente dagli Alleati. Inoltre, la successiva Conferenza di Teheran, estese il concetto di crimine nazionale a un più ampio livello e permise il superamento del concetto della punibilità nazionale.

Verso il Processo di Norimberga

Furono soprattutto gli americani a volere il processo, mentre gli inglesi speravano che i gerarchi nazisti ci pensassero da soli a eliminarsi, così come fecero effettivamente Hitler e Goebbels. La morte di Mussolini divise nuovamente il fronte per il processo ma, alla fine, la posizione americana finì per prevalere. Il procuratore generale Robert H. Jackson istituì il processo. Egli ne organizzò l’impianto giuridico, distinguendo fra guerra di aggressione (criminale) e intervento statunitense (legittimo e difensivo). In questa fase sono ancora numerose le incertezze: come impostare il processo? Quanti farne? Chi processare? Il lavoro preparatorio fu enorme: si servirono dei faldoni, degli archivi, delle biografie dei responsabili di ogni settore della vita pubblica e della macchina statale.

Perchè Norimberga?

Il processo ai più alti funzionari dello Stato tedesco si aprì ufficialmente a Norimberga, in Germania, il 20 novembre 1945. Nonostante l’Unione Sovietica volesse svolgere i processi a Berlino, la scelta cadde su Norimberga. Ciò accadde, innanzitutto, perchè la città era situata nel settore statunitense. Inoltre, il palazzo di Giustizia era spazioso, praticamente intatto e munito di una grande prigione. Infine, Norimberga era stata nominata la città delle “Celebrazioni del Partito del Reich” e, dunque, si puntò sul valore simbolico del renderla sede della sconfitta definitiva del partito nazista. Di conseguenza, Berlino divenne la sede permanente del Tribunale Militare Internazionale (IMT), mentre il primo dei vari processi previsti si tenne a Norimberga. Ognuna delle quattro nazioni giudicanti (Stati Uniti d’America, Regno Unito, Unione Sovieta e Francia) fornì un giudice, un sostituto e i procuratori.

I Processi secondari di Norimberga

A causa dei contrasti e delle divergenze tra i Paesi vincitori, non si realizzarono gli ulteriori processi che dovevano tenersi davanti al Tribunale militare internazionale. Tuttavia, la Control Council Law No. 10, promulgata il 20 dicembre 1945 dal Consiglio di controllo alleato, stabiliva che ogni singola autorità d’occupazione potesse svolgere processi indipendenti a sospetti criminali di guerra all’interno della propria area d’influenza. Di conseguenza, in seguito al primo grande Processo di Norimberga, le autorità d’occupazione americane svolsero dodici processi, detti secondari, per crimini di guerra contro i membri sopravvissuti del potere militare, politico ed economico della Germania nazista. Anche nelle altre zone d’occupazione si tennero processi di questo genere.

Le imputazioni del Processo di Norimberga

Nella prima sessione del Tribunale Militare Internazionale, i procuratori presentarono gli atti d’accusa contro i ventiquattro principali criminali di guerra e contro sei organizzazioni criminali: la leadership del partito nazista, le Schutzstaffel (SS), il Sicherheitsdienst (SD, servizio segreto delle SS), la Gestapo (polizia segreta della Germania nazista), le Sturmabteilung (SA, primo gruppo paramilitare del Partito Nazista) e l’alto comando dell’esercito (comando supremo delle forze armate tedesche). Le imputazioni riguardavano: la cospirazione per commettere crimini contro la pace; la pianificazione e l’inizio delle guerre d’aggressione; crimini di guerra; crimini contro l’umanità.

Processo dei principali criminali di guerra: gli imputati

Adolf Hitler, Heinrich Himmler e Joseph Goebbels si suicidarono prima di poter essere giudicati dal Tribunale Militare Internazionale. Benito Mussolini, invece, fu ucciso dai partigiani italiani. Venuti meno alcuni dei principali esponenti del regime nazista e fascista, il Tribunale si concentrò su altri ventiquattro imputati, considerati i rappresentanti di spicco della classe dirigente nazista nei suoi settori principali: diplomatico, economico, politico e militare. Soltanto ventuno tra gli imputati comparvero effettivamente davanti al TMI. Infatti, l’industriale tedesco Gustav Krupp, pur essendo stato incluso nell’atto d’accusa iniziale, fu escluso dai procedimenti a causa dell’età e della salute cagionevole. Il segretario del Partito Nazista, Martin Bormann, venne invece giudicato e condannato in absentia e il suo corpo fu ritrovato solo nel 1972. Robert Ley, capo del DAF, cioè il fronte tedesco del lavoro, si impiccò nella sua cella alla vigilia del processo.

Imputati di spicco

Tra i ventiquattro imputati, il gerarca più importante fu Hermann Göring, comandante in capo della Luftwaffe, l’aviazione militare tedesca. Hitler lo rimosse da ogni incarico politico e militare, poco prima della fine della guerra, per aver tentato un colpo di stato. Era, inoltre, Maresciallo del Reich, il più alto grado della forze armate della Germania nazista dopo quello di comandante supremo spettante ad Hitler. Göring fu dichiarato colpevole per tutte le quattro imputazioni e condannato a morte. Tuttavia, riuscì a suicidarsi la notte prima dell’esecuzione con una capsula di cianuro. Tra gli imputati vi fu anche Joachim von Ribbentrop, ministro degli Esteri del governo Hitler dal 1938 ed ideatore del patto di non aggressione fra Germania e Unione Sovietica, impiccato il 16 ottobre 1946.

Conclusioni del Processo di Norimberga

L’1 ottobre 1946, i giudici del TMI condannarono le SS, dichiarandole un’organizzazione criminale. A conclusione del processo, il 16 ottobre 1946, furono impiccati Joachim von Ribbentrop, Wilhelm Keitel, Ernst Kaltenbrunner, Alfred Rosenberg, Hans Frank, Wilhelm Frick, Julius Streicher, Fritz Sauckel, Alfred Jodl, Arthur Seyß-Inquart. I cadaveri dei gerarchi vennero, in seguito, cremati nei forni del lager di Dachau e le loro ceneri gettate nel Wenzbach. I restanti imputati furono condannati al carcare o assolti (Hans Fritzsche, Hjalmar Schacht e Franz von Papen).

Dubbi e critiche

Il Processo di Norimberga ha avuto una valenza e delle conseguenze fondamentali per la realtà a venire. Tuttavia, sono molte le perplessità che ruotano attorno a questo processo, soprattutto perchè furono i vincitori a processare gli sconfitti. Questo fece sì che fosse possibile l’equità dei giudici, ma non la loro neutralità. Inoltre, da testimonianze come quella del rappresentante statunitense della Pubblica Accusa, Robert Houghwout Jackson, si evince come gli Alleati non fossero esenti da comportamenti ugualmente scorretti.

Hanno fatto o stanno facendo alcune delle cose per cui stiamo condannando i Tedeschi. I Francesi stanno decisamente violando la Convenzione di Ginevra nel trattamento dei prigionieri di guerra, tanto che il nostro comando sta riprendendosi i prigionieri inviati a loro. Stiamo condannando il saccheggio e i nostri Alleati lo stanno praticando.

Robert Houghwout Jackson, lettera dell’ottobre 1945 al presidente Harry Truman

Inoltre, tra i capi d’accusa vi era la firma del Patto Molotov-Ribbentrop, considerato un progetto di guerra aggressiva. Tuttavia, l’Unione Sovietica non venne processata al pari della Germania per l’adesione al patto.

Conseguenze sul diritto penale internazionale

I processi di Norimberga ebbero grande influenza sullo sviluppo del Diritto penale internazionale. In seguito al Processo di Norimberga del 1945 le Nazioni Unite si interrogano sulla necessità di confermare i principi di diritto penale internazionale emersi dai dibattimenti e dalle sentenze, conferendo al processo un significato diverso da un semplice provvedimento imposto dai vincitori sui vinti. La Commissione del diritto internazionale si occupò della raccolta dei suddetti principi, dando vita ad un atto vincolato di natura pattizia per la comunità internazionale. Nel 1950, la Commissione emanò il rapporto Principi di Diritto Internazionale riconosciuti nel Capitolo del Tribunale di Norimberga e nei giudizi del tribunale che espone sette principi fondamentali. L’influenza del tribunale si concretizzò anche nelle proposte per una corte penale internazionale permanente e nella stesura dei codici penali internazionali.

Monica Seminara

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