The Good Doctor e l’autismo in corsia

I medical drama sono in tv da tempo immemore. Citare Grey’s Anatomy è quasi d’obbligo, ma come lei anche House M.D (in Italia arrivato come Dottor House), E.R – Medici in prima linea, New Amsterdam.
Il dottore, la dottoressa, bellocci ed impossibili, che intrecciano storie d’amore tra di loro e all’interno dall’ospedale, con intermezzi medici e casi da risolvere, malattie mai sentite prima (o sempre lupus per il Doc. House…) e persone da salvare. Ma se il dottore fosse esso stesso un frequentatore degli ospedali sin da bambino? Se avesse qualcosa che rende il suo punto di vista e l’approccio al lavoro diverso? Ci pensa The Good Doctor a risolvere il dubbio.

The Good Doctor: il “buon” dottore

Tradotta e trasposta dall’omonimo e pluripremiato drama coreano Good Doctor, The Good Doctor è sia interpretato che prodotto da Freddie Highmore. Se il nome non vi suona nuovo, è proprio perché quest’ultimo ha preso parte a produzioni come La fabbrica di cioccolato di Tim Burton, o Bates Motel, dove interpreta il controverso Norman Bates a fianco di Vera Farmiga (Norma Bates).

Freddie Highmore interpreta il protagonista, il dottor Shaun Murphy.

Shaun è un giovane medico specializzando in chirurgia, che ha una diagnosi di autismo, in comorbidità con la Sindrome del savant. Questa condizione provoca in lui un modo completamente diverso di affrontare la vita, in ogni ambito. Come lo studio e il lavoro nella scuola di specializzazione.

La sindrome di Savant, in particolare, è una condizione per cui, chi ne ha diagnosi, presenta quelle che vengono chiamate “isole di capacità”, ovvero conoscenze molto speciali in netto contrasto con le difficoltà percettive e cognitive da cui sono affetti. Questo fa sì che riescano ad essere dei veri e propri geni, ma solo su un ambito ristretto. Si tratta di una condizione rara, che colpisce un autistico su dieci e, in particolare, i maschi (in un rapporto 6 a 1). Secondo gli esperti del settore, circa il 70% delle persone con Sindrome di Savant la sviluppa in presenza di una neurodiversità di tipo autistico. Il restante 30%, invece, ha altre forme di disabilità dello sviluppo mentale e deficit cognitivi.

La sua condizione lo porta a utilizzare il suo grande “talento”: la sua memoria eidetica e fotografica, tipica della Sindrome di Asperger.

Nella sua vita lavorativa, infatti, riesce a riportare alla memoria le immagini dei libri da lui studiati durante la formazione universitaria. Shaun nota altresì cambiamenti anche minimi, dettagli che agli occhi di un neurotipico possono apparire insignificanti. Eppure, queste differenze di intensità sensoriali vengono usate a vantaggio delle persone che gli sono affidate.

Ma il suo passato è torbido, e viene pian piano mostrato allo spettatore man mano che Shaun ne parla, quasi come se si stessero rispettando i suoi tempi. La vita ospedaliera non è facile, ma il dottor Murphy non si lascia fermare dalla sua neurodiversità e dal carico – e sovraccarico – che spesso porta in un mondo tarato su parametri diversi..

Perché l’autismo è un “problema”?

O meglio, perché l’autismo viene semplificato e portato con la mancanza di rispetto e accettazione per i neurodiversi e pensato come un problema o una malattia?

Parlare di tutto ciò che non è tipicamente conforme alla norma non è mai semplice, soprattutto in un mondo dove spesso le differenze sono viste come catastrofiche. L’autismo, soprattutto, non viene ancora percepito come una differenza nello sviluppo del pensiero, della sfera sensoriale e del funzionamento cognitivo, cosa che in realtà è. Viene notato perché è una differenza dalla “norma”, da ciò che ci aspettiamo. E ce ne accorgiamo per le difficoltà che si presentano in un mondo in cui la maggioranza delle persone sente, percepisce e reagisce con meccanismi diversi, non espliciti, non chiari.

Shaun sa di essere diverso, non se ne vergogna, perché sa di non essere di minor valore.

Non si fa limitare da ciò che viene percepito come diverso ma mette in mostra ciò che in lui può essere speciale e ciò che gli altri non sanno essere speciale in loro, perché lo credono “normale”

Sa di avere dei limiti, diversi da quelli che la norma di aspetta. Sa che la sua sindrome, la sua neurodiversità e le sue comorbidità lo portano ad essere in ritardo, in alcuni momenti, rispetto alla norma. E, a volte, è troppo in anticipo rispetto agli altri, perché pensa secondo strade diverse, vede lo stupore negli occhi di chi ha accanto.

Ma non se ne fa una colpa, non ne fa una colpa per gli altri, né tantomeno la utilizza come scusa per non arrivare ai suoi obiettivi. Il suo passato, duro e difficile, è solo uno scalino in più verso la vetta, il diventare un affermato chirurgo. Shaun Murphy è un esempio, non un modello, ma un piccolo passo in più verso l’accettazione – si spera – di un delicato discorso che nel 2019 non dovrebbe quasi essere sottinteso: Shaun non è matto, pazzo o stupido. È neurodiverso, è ma soprattutto, è un medico chirurgo. E conta solo questo.

La serie The Good Doctor è presente nel catalogo RaiPlay.

The Good Doctor

Alert:

La precedente stesura di questo articolo, rimasta online per poche ore, presentava una visione ancora troppo stereotipizzata dell’autismo e delle neurodiversità. Dato che lo scopo della serie TV – e dei molti programmi e progetti di informazione – è quello di normalizzare ed eliminare alcuni stigmi correlati alle neurodiversità, l’articolo è stato corretto. Un membro della redazione, autistico, sostenuta da comunità di adulti neurodiversi e da membri della Self Advocacy Italiana per la Sindrome di Asperger, hanno ottenuto la revisione dell’articolo nella forma che leggete ora.

La speranza, nella correzione, è quella di capire dove sono le problematiche, nella speranza che sia un’occasione in più per eliminare quegli stereotipi ed errori che danneggiano ogni giorno milioni di adulti e rendono difficile e doloroso pensare al futuro di tutti i bambini che, ogni giorno, scoprono, con le loro famiglie, l’appartenenza allo spettro.

Si ringraziano: le comunità di autistici adulti su Reddit Italia; i gruppi Aspironia e Asperger Adulti Italia; i dottori Faggioli e Keller; gli autori dei blog Aspieairlines e Bradipiinantartide.

Ilaria Caiazzo
Revisionato da: Carolinamaria Consonni

Ilaria Caiazzo

Studente a tempo pieno, interprete e traduttrice a tempo perso. Scrivo di cinema, serie tv e libri. Ossessionata dal make-up e dai serial killer.

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