Istanbul: la metropoli che unisce Oriente e Occidente

Istanbul dal Bosforo

Poliedrica città arroccata tra Europa e Asia, nei suoi 26 secoli di vita Istanbul ha cambiato nomi e popoli. Sorta sulle sponde del Bosforo dall’eredità dei regni di Persia e dalla mitica città di Ilio, sono almeno tre gli imperi di cui è stata capitale. Immensa è la cultura che ha salvaguardato e tramandato e che le ha conferito la grandezza e lo splendore che trasuda ancora oggi. Crocevia di popoli e religioni, Istanbul ha mille sfumature e volti che provengono da Paesi lontani. Città asiatica dai profumi mediterranei, al suo interno antico e nuovo si mischiano incantando gli occhi di chi la visiti.

Un glorioso passato

Istanbul è un luogo magico da scoprire con calma, passeggiando per le sue strade affollate, perdendosi nei vicoli e visitandone i luoghi più caratteristici. Da una parte il quartiere di Sultanahmet, cuore della città vecchia, rievoca alla mente un antico passato tra impero Romano, Bizantino e Ottomano. È qui che si nascondono i minareti, le meravigliose moschee secolari, il palazzo del sultano e innumerevoli fontane. E’ sufficiente attraversare il ponte di Galata per ritrovarsi nella modernità più avanguardista e modaiola. Piazza Taksim è il luogo da cui si snodano le vie della moda, dell’arte e della movida. Tra queste, Istiklal Caddesi, il viale pedonale dello shopping.

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Suggestioni secolari

Comunque la si voglia chiamare, Costantinopoli, Bisanzio o Istanbul, questa metropoli ha il potere di catturare il visitatore donandogli suggestioni indimenticabili. Qui tutto incanta lo sguardo: dal dedalo di botteghe del Grand Bazaar e del Mercato delle Spezie, ai canti che salgono dai minareti per richiamare alla preghiera. O ancora vivere la crociera in battello sullo Stretto del Bosforo, sorseggiare il tè turco pomeridiano accompagnato dalla coccola di qualche gattino. Sono molte le esperienze che lasciano il segno indelebile nell’anima, in questa città a metà tra due continenti: visitarla è un must almeno una volta nella vita.

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Moschea di Aya Sofya

Era il 537, quando le porte della Basilica di Santa Sofia si aprirono la prima volta dopo che l’Imperatore Costantino ne aveva commissionato la costruzione. Marmi policromi, antichissime colonne egizie e pregiati mosaici bizantini, sono solo alcune delle caratteristiche descrivono l’eternità di questo antico luogo di culto. La costruzione più caratteristica è l’immensa cupola centrale di 83m capace di rendere ariosa e leggera una costruzione che dall’esterno sembrerebbe tozza e pesante. Basilica cristiana per quasi mille anni, nel 1453 divenne moschea e rimase tale fino a quanto Ataturk, padre della Repubblica turca, la trasformò in museo nel 1935.

Moschea Blu

Voluta per competere con l’inimitabile Aya Sofya, la Sultan Ahmet Camii è un capolavoro dell’architettura turco-ottomana, nonché una delle Moschee più affascinanti di Istambul e del mondo. In quanto ancora luogo di culto, per entrarci è necessario coprire il capo, ma ne vale la pena. L’esterno dell’edificio colpisce per l’armonia e l’eleganza delle forme, enfatizzano da ben sei minareti. Ma a colpire in particolare è la ricchezza dell’interno, amplificata dal geniale gioco delle cupole: una centrale, affiancata da quattro semicupole scandite ancora da altre tre semicupole ciascuna. Il tutto rivestito con ventimila piastrelle di ceramica Iznik che, illuminate dalla luce che filtra dalle 260 finestre, creano un incantevole gioco di colori.

Moschea Blu, istanbul

Moschea di Solimano

Simbolo della grandezza dell’impero Ottomano, la splendida costruzione cinquecentesca della Moschea di Solimano ricalca il modello di Aya Sofya. Fu l’omonimo imperatore a commissionare questo complesso non solo religioso, ma soprattutto funzionale: al suo interno dovevano esserci scuole, un ospizio per i viaggiatori, una mensa popolare, dei bagni pubblici e un ospedale, oltre alla grande Moschea. Al centro si trova un ambio piazzale cinto da mura, al lato del quale sorgono i mausolei di Solimano e la moglie. Splendidi portici in granito rosso, una meravigliosa fontana e un’enorme cupola si mischiano in spazi ampi, decorati da bellissime maioliche e altri elementi di semplicità disarmante, creando un tempio islamico di magnifica eleganza.

Moschea di Solimano, istanbul

Basilica Cisterna

Sotto la grande piazza cittadina di Stoa Basilica si nasconde un gioiello architettonico che risale al tempo dei culti pagani. Si tratta di una Basilica, convertita in cisterna dai romani per l’approvvigionamento d’acqua alla città. Furono impiegati colonne, capitelli e basamenti recuperati da edifici in rovina, per creare una sala di 140 metri di lunghezza sormontata da un soffitto a volte sorretto da 336 colonne classiche. Abbandonata e ridotta a una discarica nel corso dei secoli, nel 1987 questo maestoso sotterraneo è stato riaperto al pubblico dopo lunghi restauri: liberato quasi integralmente dall’acqua, sono state aggiunte delle passerelle e un’illuminazione studiata per creare affascinanti giochi di luce e riflessi.

Palazzo Topkapi

Considerato il palazzo più bello della turchia, il Palazzo Topkapi sormonta Istanbul ed è il luogo dove i sultani ottomani hanno vissuto per oltre quattro secoli. Ordinato da Maometto il Conquistatore nel 1466, nel corso dei secoli il Palazzo ha visto aggiunte e modifiche apportate da ogni sultano. Il Magnifico complesso è costituito da un labirinto di costruzioni raccolte intorno a quattro grandi cortili. Ben 1400 metri di mura separano i suoi magnifici saloni e le stanze di governo dal resto della città. Al suo interno si trova anche immensa biblioteca, la scuola del palazzo e il Padiglione del Sacro Mantello dove sono conservate alcune reliquie del Profeta Maometto.

Torre di Galata

Risalente al periodo bizantino, la torre di Galata è stata costruita nel 1348 dai genovesi, a protezione della loro cittadella fondata proprio in quella zona. Chiamata anticamente Torre di Cristo, aveva sulla cimai una grande croce, eliminata a seguito della conquista ottomana, quando da torre di difesa fu tramutata in prigione. Nonostante terremoti e demolizioni, la torre ha retto all’ingerenza dei secoli, diventando il simbolo della divisione tra le due zone più caratteristiche di Istanbul: la città vecchia e la moderna area di Piazza Taksim. 

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Gran Bazaar

Andare a Istanbul e non visitare il Grand Bazaar sarebbe un peccato imperdonabile. Nato nel 1456, quando alcune botteghe ripararono sotto a due portici di legno, questo emblematico mercato cittadino ha con il tempo preso la forma odierna. Loggiati di pietra, lunghe vie coperte, botteghe artigiane schiacciate l’una sull’altra si estendono su una superficie di 31mila mq con la bellezza di 12 ingressi. Punto focale della vita economico-sociale della metropoli, è il luogo in cui perdersi tra gli innumerevoli manufatti orafi, tessili e di ogni genere. Basta poco per immergersi in uno spaccato di vita dove contrattazioni, esuberanza e colori sono all’ordine del giorno.

Grand Bazaar di istanbul

Cosa e dove mangiare

Crocevia di popoli, culture e soprattutto a metà tra Europa e Asia, Istanbul è una città che porta in tavola le sue radici. È proprio nella cucina che si sperimenta di più la poliedricità di questa metropoli eterna: spezie orientali e mediterraneo olio d’oliva insaporiscono verdure fresche, carne e pesce. Data la varietà della tradizione culinaria turca, è necessario armarsi di un certo spirito di avventura. Per farlo, bisogna fermarsi nei ristoranti più modesti e semplici, dove è possibile provare pietanze gustose e tradizionali. Ad esempio ci sono i kebapci e i kofteci, specializzati rispettivamente in kebab di montone, pecora e agnello e in kofte, polpette d’agnello e spezie.

Locande e street food

Ci sono poi le meyhane, taverne dove assaggiare ogni genere di meze, tipici antipasti medio orientali freddi e caldi. Ma come in ogni metropoli d’oriente che si rispetti, a Istanbul non mancano i ristoratori ambulanti che preparano ogni tipo di appetitoso spuntino. Si possono provare vari borek, tortini di pasta sfoglia ripieni di formaggio o carne; i balik ekmek, gustosi panini con pesce cotto alla griglia, ed infine ogni tipo di lokum, dolci delizie turche a base di miele, gelatina, frutta candita e secca. Il tutto va necessariamente accompagnato con un il cay, il tè bollente, possibilmente aromatizzato alla mela, versato in un caratteristico bicchiere dalla forma a tulipano. Per i più audaci, altrimenti, c’è il raki, un liquore all’anice molto particolare

Un luogo indimenticabile

Non importa che abbiate a disposizione un giorno o una settimana: bastano poche ore per rendere Istanbul indimenticabile. I profumi, i sorrisi della gente, i colori, le cupole e le torri o il tramonto che infiamma lo stretto del Bosforo, quella stretta lingua di mare che separa l’oriente dall’occidente. I sapori, le musiche e l’architettura senza tempo sono solo immagini trascritte che non riescono a descrivere un luogo che va visto e provato almeno una volta nella vita. Perché dietro a comandanti capaci di terribili atrocità, si nasconde un popolo dall’animo gentile e dalla mentalità aperta. Istanbul è un luogo di confine che ha alle spalle una storia che resisterà ai millenni a venire, ben al di là di chi tenta di imbrattarla e imbruttirla.

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Greta Martini

Fiorentina con un passato da fanwriter, Greta sogna un giorno di diventare un'insegnante. Tra un libro e l'altro, gira il mondo con una macchina fotografica e la meraviglia negli occhi.

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