Il Dia de Muertos attraverso un film d’animazione

Il 22 novembre 2017 sul grande schermo degli Stati Uniti d’America arriva Coco, il film d’animazione Pixar Animation Studios incentrato sul Día de Muertos. In Italia viene distribuito a partire dal 28 dicembre dello stesso anno dalla Walt Disney Studios Motion Pictures. Nel 2018 ha vinto due premi Oscar, come miglior film d’animazione e come miglior canzone per Remember Me, scritta da Robert Lopez e Kristen Anderson-Lopez.

Tradizioni messicane

L’intera vicenda di Miguel, il dodicenne protagonista di Coco, si svolge in stretta correlazione ed all’interno della tradizione del Día de Muertos. Infatti, è proprio la rottura della foto della trisalvola Imelda, posta sull’altare di famiglia, che mette in moto la storia. Ed è nella Terra dell’Aldilà che si avventurerà Miguel per permettere alla sua antenata di recarsi dalla sua famiglia. Elementi propri della tradizione messicana si intrecciano, dunque, alla componente fantastica del film d’animazione. Del resto, il regista Lee Unkrich e altri membri della produzione effettuarono diversi viaggi in Messico per studiare la cultura e riuscire a trasporla al meglio nel film.

Origini del Día de Muertos

El Día de Muertos è una festa di matrice religiosa che si diffonde, con le caratteristiche odierne, a partire dal XVI secolo. Parte delle sue origini risalgono, però, a popolazioni preispaniche come gli Aztechi. I funerali precolombiani erano accompagnati da offerte che contenevano gli oggetti utilizzati in vita dal defunto e quelli che sarebbero potuti essergli utili nel suo transito all’altro mondo. Ai morti erano dedicati due mesi: quello chiamato Tlaxochimaco, intorno al 16 luglio, nel quale si portava a termine la Festa dei morti, ed il decimo mese del calendario azteco, fino al 5 agosto circa, durante il quale si celebrava la festa dei morti grandi con altari per ricordarli. Con l’arrivo dei cattolici nel Nuovo Mondo parte dei loro riti si fonderanno con quelli propri degli indigeni, dando vita alla mescolanza delle tradizioni europee con quelle precolombiane.

I giorni della festa

La commistione di elementi precolombiani e cattolici portò alla nascita di un unico Giorno dei Morti, coincidente col giorno di tutti i Santi cattolico. Tutt’oggi, infatti, all’incirca dagli ultimi giorni di ottobre al 2 novembre, le comunità messicane, e non solo, ricordano i loro cari defeunti attraverso feste, offerte, banchetti e anche parate. Tavolta confusa con Halloween per alcune caratteristiche comuni e la concomitanza di giorni, ha una tradizione ed un significato tutto suo. Infatti, nelle festività del Día de Los Muertos gli spiriti sono accolti con gioia e non ci si riferisce alla assenza di vita, ma ad una presenza viva. È l’occasione per incontrare i propri cari grazie a quella porta tra la vita e la morte che si apre in questi giorni. Inoltre, l’importanza del Día de los Muertos è tale che dal 2003 l’UNESCO l’ha aggiunta alla sua lista di patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

L’importanza dell’altare

L’altare deve rappresentare i quattro elementi e va collocato in un luogo di condivisione per tutta la famiglia. La prima cosa da inserire sono le foto di coloro che devono essere ricordati, ma ulteriore elemento fondamentale sono le offerte. Ognuna deve essere pensata per una persona specifica in modo da personalizzarla e brindare ai propri antenati che si alimentano con l’essenza del loro cibo preferito. I dolci tradizionali da mettere sull’altare sono il pane dei morti ed i teschi di zucchero. Dopo che l’anima dei defunti si è cibata dell’essenza degli alimenti, i resti sono consumati in loro ricordo da familiari e amici. Affinchè i defunti possono raggiungere la casa dei loro cari bisogna accendere delle candele che illuminino il loro cammino e, per proseguire il percorso nell’aldilà, necessitano del sale. A questo si affiancano fiori, in particolare il Cempaxòchitl, e talvolta vestiti.

Calavera Catrina

La prima apparizione della Signora della Morte risale alla Dea Azteca Mictecacihuatl, regina degli Inferi, la quale aveva il ruolo di proteggere le ossa dei morti. Tra il XVII e XVIII secolo, la Morte era rappresentata incoronata e seduta su un trono oppure intenta a danzare. Alla fine del XIX secolo José Guadalupe Posada ha creato una versione personale della Santa Muerte conosciuta con il nome di Catrina. Vestita di abiti francesi, era un’immagine satirica: l’artista voleva deridere i messicani indigeni che cercavano di emulare la raffinatezza dello stile europeo. Originariamente, era conosciuta come “La Calavera Garbancera”, poi ribattezzata dal muralista Diego Rivera.

Coco e il Día de Muertos

In tutto il film è possibile riscontrare diversi elementi caratteristici del Día de Muertos. A partire dall’altare della famiglia Rivera, fino alla rappresentazione dei diversi scheletri-personaggi assimilabili ai simbolici cavaleras delle festività. Per la centralità del tema e della festa all’interno del film, la Walt Disney Company cercò di registrare la frase “Día de Muertos” come marchio commerciale. A seguito di ciò, la comunità messicana mosse numerose critiche nei confronti della Disney. Inoltre, sulla piattaforma Change.org vennero raccolte oltre ventunomila firme per una petizione contro quello che venne percepito come un tentativo di appropriazione culturale della Disney. La settimana seguente la Disney annunciò di aver archiviato la richiesta, affermando che il titolo del film sarebbe stato cambiato. In seguito, la Pixar assunse il fumettista Lalo Alcaraz, uno dei promotori della protesta, come consulente del film.

Monica Seminara

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