Elle Active 2019: il lavoro e il ruolo delle donne

Sabato 9 e domenica 10 novembre 2019 si è svolto a Milano, presso l’Università Bicocca, Elle Active!. Giunto alla quarta edizione italiana, l’evento organizzato da Elle Italia ha visto anche quest’anno la partecipazione di centinaia di donne (ma anche uomini!) interessate a trovare spunti e consigli per la propria vita lavorativa.

Durante le due giornate si sono alternati professionisti, manager, psicologi, personaggi della politica e dello spettacolo per condividere con i partecipanti le proprie esperienze e conoscenze, con uno sguardo alle donne e al rapporto con il lavoro.

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Elle Active sabato 9 novembre

Il primo dibattito della giornata ha avuto il suo focus sulle differenze di genere nel mondo del lavoro. Le ragazze in media sono più brave dei ragazzi a scuola (medie, superiori e università), ma meno rappresentate sul lavoro, percependo anche stipendi inferiori rispetto agli uomini. Secondo Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, le donne riescono a essere vincenti perchè sono più empatiche e il mondo del lavoro dovrebbe valorizzare questo aspetto, anzichè penalizzarlo. Soltanto nella collaborazione tra uomini e donne si riesce a dare al Paese un volto unitario. Bisogna promuovere la presenza delle donne in settori che attualmente sono molto poco esplorati da figure femminili (25% laureate in IT).

Durante il secondo incontro presso l’aula Magna, si è fatto un salto in avanti verso chi già fa parte del mondo del lavoro e in più ricopre dei ruoli di spessore. Ne ha parlato Myriam Boubil Lhermurier, capo del reparto comunicazione internazionale di PayPal, azienda leader nel settore dei pagamenti digitali.

L’elemento chiave che è cambiato nelle aziende è l’accountability, cioè non si punta più solo a valori funzionali ma anche e soprattutto a valori etici e di tipo emozionale, come il rispetto della diversità e l’equità di genere.

Myriam è entrata a far parte di PayPal perchè rispetta questo tipo di valori e tutti i dipendenti, sia uomini che donne, sono trattati equamente all’interno dell’ambiente lavorativo. Quindi le donne in azienda non sono presenti soltanto alla base, ma anche ai vertici e percepiscono lo stesso salario dei colleghi uomini.

Elle Active

Successivamente, Chiara Rossetto, fondatrice di Molino Rossetto, ha spiegato che essere donna in una azienda prettamente maschile, come una composta di soli mugnai, è stato difficile. Chiara ha dovuto portare la sua creatività in una azienda che era “bianca”: si creava e distribuiva solo per le aziende, mentre lei è stata in grado di avvicinarsi alla grande distribuzione differenziando il prodotto dalla mera e semplice farina bianca a un mix di prodotti per cucinare prodotti dolciari in poco tempo.

Silvia De Dominicis, Presidente e AD di Johnson & Johnson Medical Italia, ha raccontato della sua azienda leader in Italia per prodotti e tecnologie biomedicali. Nata negli anni Sessanta con 14 persone di cui 8 donne, il “credo” aziendale ha fatto scuola nel corso degli anni per l’importanza data al rispetto della diversità e della dignità dei dipendenti. Le aziende che garantiscono questi valori sono quelle che creano un ambiente più stimolante, riuscendo ad aumentare i profitti dell’azienda. Essi sono perciò valori non solo di rilevanza etica, ma anche economica

Elle Active Silvia De Dominicis

Nel pomeriggio si è parlato di immagine, amore, figli, successo, denaro e tempo per se stessi. Tra gli ospiti, Roberto D’Incau, fondatore di Lang&Partnerd Younique Human Solutions, spiega che uno dei temi pericolosi per i più giovani è il confronto con modelli di viso e corpo perfetti. Molte donne hanno paura di invecchiare e di non essere abbastanza vendibili sul mercato del lavoro per via di un aspetto che non rispetta i “canoni stereotipati di bellezza”.

La moda ha un ruolo fondamentale perchè storicamente ha segnato le tappe dell’emancipazione femminile. Attraverso il coprire o lo scoprire il corpo le donne hanno espresso il loro desiderio di libertà.

Di questo aspetto ne ha parlato Paola Spreafico, Direttore della comunicazione di Marella, spiegando come l’abbigliamento rappresenti una seconda pelle e quindi un modo di esprimere la propria identità, quello che si è e al tempo stesso quello che si vuole diventare. Tuttavia, si parla molto dell’apparire senza dare il giusto peso al fattore dell’introspezione. Bisogna pensare a come una donna si sente in relazione al suo aspetto esteriore. Per esempio, accade che alcune donne tendano ad accumulare vestiti perchè insicure, nel senso che si sentono gratificate e belle nel breve termine, ma che poi ritornano insoddisfatte e ricercano così nuovi outift.

Nell’aula psicologica ospite d’eccezione è stata Francesca Corrado, formatrice e fondatrice della Scuola del Fallimento. Errore e fallimento suscitano dei trigger emozionali negativi, sensazione di disperazione e di voler nascondere i propri sbagli agli altri per coprire dolore e umiliazione. Tuttavia, Francesca spiega che se i fallimenti sono visti da una prospettiva differente diventano degli importanti fattori di crescita.

Ci sono cose che si perdono per sempre e altre che si possono riconquistare grazie al cambio di prospettiva, intravedendo l’opportunità. La paura del fallimento è legata alle aspettative. L’errore è quindi una deviazione rispetto a delle aspettative, immaginando la nostra vita in un continuo crescere senza errori. La vita in realtà ha degli alti e bassi e quindi è normale che ci siano dei fallimenti e dei cambiamenti.

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Elle Active: domenica 10 novembre

La seconda giornata di Elle Active! è stata aperta dall’intervista al sindaco di Milano Giuseppe Sala. Il primo cittadino ha spiegato che su 150mila posti nuovi a Milano quasi tutti sono andati a donne, ma se si dà uno sguardo alle mansioni si dovrebbe fare una riflessione. Successivamente, molto interessante è stato l’incontro con le “Farfalle” della Nazionale Italiana di Ginnastica Ritmica per parlare di storie di donne italiane vincenti nello sport. “Le donne italiane hanno dimostrato che sanno vincere, sanno fare sport e sanno fare anche spettacolo” spiega Alessandra Sensini, vicepresidente Coni.

Non sono mancati poi altri ospiti d’eccezione appartenenti al mondo dello spettacolo. Anna Foglietta, attrice italiana (che ricorderete per Perfetti Sconosciuti nel 2016), racconta come grazie a una produttrice illuminata abbia potuto interpretare un ruolo importante di una escort mentre era incinta. Quindi sottolinea come in Italia alle donne vengano assegnati ruoli meno interessanti rispetto che per gli uomini e che bisogna avere il coraggio di proporre la propria storia. Sono seguite le interviste a Elena Sofia Ricci e Geppi Cucciari.

Nell’aula psicologica, Patrizia Saolini, fondatrice di Retail Coach, ha parlato di self-leadership e di come fare spazio alla felicità. La life coach racconta che nonostante viviamo un periodo storico difficile, la felicità non sia impossibile da raggiungere e per fare ciò è importante da noi stessi.

Infatti, la self-leadership è la capacità di essere motivati, di credere nelle proprie capacità e di guidare in autonomia il cambiamento ricercato.

Patrizia Saolini

La felicità è determinata per un 50% dalla genetica, per il 40% dalle azioni e dalle opinioni personali e per il 10% da circostanze esterne. Secondo il libro “L’equazione della felicità” di Mo Gawdat, la felicità si può ottenere prendendo la percezione degli eventi e sottraendo le aspettative che si hanno su essi e sulla propria vita. Rimuginare su eventi spiacevoli già successi non cambia la realtà dei fatti. La felicità inizia con una scelta intenzionale e cioè quella di fare del nostro meglio, accettando il dolore e liberandoci della sofferenza. 

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