Eutanasia: l’incertezza della legislazione italiana

Eutanasia, dal greco “morte bene”, la morte bella, tranquilla e naturale, accettata con spirito sereno e intesa come il perfetto compimento della vita (fonte Treccani). Un concetto etimologicamente positivo, la fine di sofferenze e agonie che la religione cristiana ha trasformato in uno dei più gravi peccati attuabili dall’uomo. La superbia dell’essere umano nel togliere ciò che Dio ha dato. Il pensiero filosofico antico che si scontra con quello cristiano, creando a tutti gli effetti una zona grigia all’interno della legge italiana.

Dj Fabo

Il caso più eclatante e conosciuto di suicidio assistito è la morte di Fabiano Antoniani, in arte Dj Fabo, divenuto cieco e tetraplegico a seguito di una grave incidente stradale. Una situazione che aveva trasformato il suo corpo in una prigione, rendendogli impossibile anche solo una parvenza di vita normale. A seguito di diversi appelli al presidente della Repubblica e al terzo rinvio del disegno di legge sul testamento biologico, il musicista aveva deciso di intraprendere seriamente la via dell’eutanasia. Il 27 Febbraio 2017 si spegneva in una clinica svizzera, accompagnato da Marco Cappato, tesoriere della Associazione Luca Coscioni. Iniziava così, a seguito dell’autodenuncia di quest’ultimo, il travagliato processo divenuto ben presto di dominio pubblico

L’accusa

Secondo l’articolo 580 del codice penale, che regola il reato di aiuto al suicido, Cappato rischia una pena dai 5 ai 12 anni di carcere. Un’accusa grave che la procura di Milano si ritrova a dover portare avanti, ma che già nel maggio dello stesso anno vede i pm Tiziana Siciliano e Sara Arduini spingere verso l’archiviazione. Richiesta respinta dal gip. Il 10 luglio 2017 viene dunque disposta l’imputazione coatta, al quale il tesoriere risponde con la richiesta di andare subito a processo. L’8 novembre inizia il processo e con esso la campagna di sostegno sotto l’hastag #ConCappato. Si giunge all’udienza del 17 Gennaio 2018, durante la quale le due pm chiedono la sua assoluzione e in subordine alla corte d’Assise di eccepire l’illegittimità costituzionale dell’articolo 580. Un mese dopo, è la stessa corte d’Assise a richiedere l’intervento della Consulta in merito alla questione.

La storica sentenza

In seguito a questa richiesta, la Corte costituzionale decide di rimandare la sentenza a settembre 2019, richiedendo nel frattempo un intervento legislativo del parlamento. E così si arriva al 25 settembre scorso, quando la consulta ha ritenuto Marco Cappato “non punibile ai sensi dell’articolo 580 del codice penale”. Inoltre, ha aggiunto che “in attesa di un indispensabile intervento del legislatore, la Corte ha subordinato la non punibilità al rispetto delle modalità previste dalla normativa sul consenso informato, sulle cure palliative e sulla sedazione profonda continua e alla verifica sia delle condizioni richieste che delle modalità di esecuzione da parte di una struttura pubblica del Servizio sanitario nazionale, sentito il parere del comitato etico territorialmente competente”. Immediata la reazione di Cappato, che esulta per l’agognata conquista di una libertà che è diritto di tutti – anche di chi non è d’accordo.

Cosa ne pensano gli italiani

Un grande passo verso un’eutanasia riconosciuta dallo Stato, nella speranza di una vera e propria legittimazione. Ovviamente la risposta dell’opposizione cattolica si è fatta subito sentire, in particolar modo l’associazione medici anestesisti cattolici che ha dichiaro che si appelleranno all’obiezione di coscienze. La popolazione italiana, tuttavia, sembra dare ragione alla sentenza. Secondo un’indagine svolta dall’Associazione Luca Coscioni e da Swg, il 93% degli italiani è favorevole all’eutanasia e l’83% sa cosa sia un testamento biologico. Purtroppo, il 71% ignora quali siano i procedimenti da fare e l’84% ritiene che sia a causa della scarsa informazione data dall’istituzioni

La speranza per il futuro

L’associazione Coscioni sta, dunque, lavorando al fine di portare il parlamento a legiferare riguardo un’adeguata tutela e disciplina giuridica. Per troppo tempo la legislazione italiana ha vissuto nell’incertezza più assoluta. È arrivato il tempo che lo Stato italiano riconosca finalmente il diritto ad una morte dignitosa e tutelata, senza che la paura delle ripercussioni sui propri cari gravi sulle esistenze dolorose dei malati.

Eutanasia
Fonte: Associazione Luca Coscioni

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