Il vecchio, moderno, controverso dibattito su Mary Poppins

Mary Poppins è senz’altro una delle più iconiche e conosciute (ma anche amate) figure della contemporaneità. La magica tata inglese e la sua storia , però, rappresentano il fulcro di diversi dibattiti e controversie vive ancora oggi. A partire dalla più famosa disputa tra la sua creatrice, la scrittrice Pamela Lyndon Travers, e Walt Disney per i diritti su Mary Poppins; per continuare con la (ri)lettura della vicenda nel film “Saving Mr. Banks“; fino alle più attuale interpretazione del ruolo di Mary Poppins: i motivi di discussione non mancano di certo.

Le origini di Mary Poppins

La baby-sitter dal magico ombrello nasce dal genio creativo di Pamela Lyndon Travers, pseudonimo di Helen Lyndon Goff, nel 1934. Al primo libro ne seguirà un secondo nel 1935 ed altri sei pubblicati entro il 1988. La Mary Poppins dei romanzi è rigida, severa e anche vanitosa. Queste caratteristiche verranno in parte smussate dalla prima produzione Disney, per poi tornare ad essere più evidenti nell’ultimo film del 2018 “Mary Poppins returns”. La Travers era molto affezionata al proprio personaggio, tanto da rifiutare per anni una trasposizione cinematografica che, a detta sua, non avrebbe potuto rendere giustizia a questa creazione.

La tenacia di Walt Disney

Proprio i continui rifiuti della Travers furono la causa della grande distanza cronologica tra il romanzo e l’adattamento cinematografico, autorizzato soltanto nel 1961. La prima richiesta della Disney risale al 1938, pare su esortazione di Diane Disney che, innamoratasi della strabiliante Mary Poppins, chiese al padre di renderla la protagonista di un suo film. Alla fine, Pamela Lyndon Travers acconsentì a patto di poter approvare la sceneggiatura del film. Nonostante il disappunto della scrittrice in merito alle modifiche caratteriali di Mary Poppins, nel film più dolce ed amorevole, al gran numero di canzoni e alle scene animate, nel 1964 la Walt Disney distribuisce “Mary Poppins”.

Cosa succederà a Mary Poppins?

Un seguito per Mary Poppins era stato pensato sin dall’uscita del primo film ma invano. Infatti, a causa delle numerose modifiche apportate nel primo film al suo personaggio, la Treves riufiutò immediatamente. Alla fine degli anni Ottanta, sarà la stessa scrittrice, in risposta ad un’altra proposta per un sequel, a proporre un nuovo film ambientato un anno dopo il precedente. Tuttavia, le ferme condizioni imposte dall’autrice, inconciliabili con l’idea Disney, fecero naufragare il progetto. Nello stesso periodo, però, Pamela Travers scrisse con un amico un copione per un film intitolato Mary Poppins return. Esso si basava sulle parti del primo libro non utilizzate per il film del 1964. Neanche in questo caso si giunse al seguito tanto desiderato, sia per problemi con il cast, sia per il cambio del produttore esecutivo Disney.

Sequel in musica

Nel 2010 il giornalista Yann Chollet realizzò un musical basato sul secondo libro di Pamela Lindon Travers. In primo luogo, chiese all’editore del libro il permesso di adattare e rivisitare liberamente “Mary Poppins Ritorna”. Successivamente, ha girato con attori dilettanti, un regista, ingegneri del suono, scenografi, musicisti professionisti per la colonna sonora ed un mago professionista. Poco dopo, però, questo capitolo si chiuse perchè non si ottennerò ulteriori diritti per lo sviluppo del progetto, ostacolato dagli stessi avvocati della Disney. Tuttavia, un musical nato dalla fusione tra i libri della Treves e il film Disney era stato sceneggiato da Julian Fellowes. Messo in scena per la prima volta a Londra nel dicembre 2004, debutterà poi anche a Broadway il 16 novembre 2006. In Italia arriverà soltanto nel 2018 con il titolo Mary Poppins il Musical.

Finalmente Mary Poppins Returns

Soltanto il 14 settembre 2015 il presidente della Walt Disney Pictures, con l’approvazione degli eredi della Travers, confermerà la produzione del sequel. Questo sarà ambientato 24 anni dopo Mary Poppins, con una narrazione indipendente basata sui restanti sette libri della serie. Julie Andrews, che aveva interpretato la protagonista nel film originale, ha rifiutato un cameo nel nuovo film. I panni della nuova Mary Poppins saranno vestiti da Emily Blunt, la quale ha tratto ispirazione soltanto dai libri dando vita ad una tata più severa e riservata che parla e scherza di meno, più fedele, dunque, al personaggio tanto amato dalla sua creatrice.

Saving Mr. Banks: testimonianza parziale

Nel 2013 la Disney distruibì il film biografico “Saving Mr. Banks” incentrato sulla battaglia per i diritti tra la Treves e Walt Disney. Tuttavia, il film rappresenta alcuni eventi in modo differente rispetto a quanto realmente accaduto. Questo ha creato numerosi dibattiti e un diffuso disappunto, nonostante il grande favore della critica. Infatti, i più attenti alla scrittrice e alla sua storia hanno sottolineato come, ad esempio, la stessa conclusione del film durante la quale si vedono le lacrime della Travers dà una diversa interpretazione dell’accaduto, decisamente pro Disney. Qui l’autrice sembra piangere lacrime di commozione ma, in realtà, disse di essere stata profondamente turbata dalla resa cinematografica del suo personaggio. Inoltre, Saving Mr. Banks insiste molto sulla rilevanza della biografia della scrittrice australiana nella genesi di Mary Poppins e della sua storia che, invece, troverebbero la propria origine da una serie di spunti e circostanze più ampi.

L’aspetto educativo di Mary Poppins

Un ulteriore campo di analisi nel quale poter collocare Mary Poppins è sicuramente quello educativo. Infatti, abbiamo a che fare con una tata che viene volutamente presentata in antitesi ad una folta schiera di baby-sitter, tutte negativamente connotate. Ciò che distringue l’inglese è il suo interesse nei confronti dei bambini in primis, del loro progredire e migliorare, del loro benessere. Mary Poppins adotterrà metodi completamente diversi da chi l’ha precedetua, in quanto fondati sul coinvolgimento e la crescita positiva dei piccoli Banks. Ciò non accadrà, per esempio, con la signora Andrews, la vecchia e crudele tata del signor Banks, introdotta nel musical di Mary Poppins. La bambinaia, infatti, mette in atto un’educazione rigida e repressiva, quella approvata e voluta dal signor Banks, in virtù del suo soddisfacimento.

L’antesignana delle moderne educatrici

Mary Poppins accetta quei bambini etichettati come monelli, ma che, in realtà, hanno bisogno di cure e attenzioni che vengono loro negate. Sarà lei che, con amore, creatività e fantasia, avvicinerà i piccoli Banks alle regole, senza per questo soffocarli o limitarli. L’inventiva e l’immaginazione diventano la chiave di accesso per Mary Poppins e, allo stesso tempo, le permette di instaurare una relazione educativa basata sul reciproco coinvolgimento emotivo, proprio valorizzando ciò che veniva represso nei bambini. Un’analisi attenta, in chiave di attualità, di questo personaggio ci permette di individuare tutti quei punti di contatto con tecniche e suggerimenti propri delle contemporanee teorie educative. Quasi ad individuare in lei una protoeducatrice, proprio a partire da quelle caratteristiche di novità e di scarto dal resto delle tate che vengono poste a fondamento di questo personaggio.

Rieducazione dei piccoli e dei grandi

Un altro spunto di riflessione, certamente attuale, è la necessità, silente, di Mary Poppins di cambiare i genitori, oltre che di riportare alle regole i due bambini. Infatti, a conclusione della storia, la mentalità degli adulti sarà profondamente diversa da quella iniziale. E ciò vale sia per il rigido bancario George Banks di Mary Poppins sia per l’ormai adulto Michael Banks di Mary Poppins Returns. Pur concentrandosi perlopiù sui bambini, oggetti e soggetti della sua magia, alla fine, Mary Poppins cambia e farà cambiare il punto di vista a tutti. Riuscirà, infatti, a trasformare le cose che sembrano noiose in opportunità di divertimento, soddisfando il bisogno dei bambini di fantasticare e di trasformare ogni cosa in gioco. Si ha a che fare, semplificando, con una necessità che, tutt’oggi, spinge le figure educative ad insistere sul coinvolgimento dei genitori nel processo formativo e pedagogico, non esitando a rieducare anche loro.

Una figura senza tempo

La storia ed il personaggio creati da Pamela Lyndon Travers e veicolati dalla Disney rappresentano un bagaglio di spunti molto più ampio di quanto possa sembrare. Ed ecco che è possibile, da quello che viene semplicisticamente percepito come una storia per bambini, trarre insegnamenti molto più ampi. Del resto, non è strano che sia proprio la Disney, veicolo per eccellenza di fiabe, favole e storie, a farsi strumento di una diffusione ben più ampia della storia di Mary Poppins. Quella stessa storia che, analizzata e vista con cognizione di causa, diventa strumento di crescita, riflessione e comprensione, come le buone fiabe Disney che l’hanno preceduta e seguita.

Monica Seminara

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