Hong Kong al voto: una speranza mai assopita

Hong Kong rialza la testa. Pechino trema. Con un’affluenza pari al 71,2% (+32% rispetto al 2015), il popolo della metropoli asiatica ha dimostrato il proprio supporto alle manifestazioni che proseguono da sei lunghi mesi.

I risultati

Per il governo centrale è uno schiaffo in pieno volto, la dimostrazione che quel presunto movimento minoritario rappresenta invece il 90% dei cittadini. È lo smacco più grave che Xi Jinping ha dovuto affrontare, un confronto con la realtà inaspettato per i vertici cinesi.

Un’ondata democratica si è riversata nei seggi di Hong Kong e ha investito le elezioni locali di un valore più profondo: l’urlo di un’agognata indipendenza. I democratici, infatti, hanno conquistato ben 396 seggi su 452, arrivando a controllare così ben 17 distretti su 18. Una vittoria su tutti i fronti che ha visto la popolazione unita al desiderio di libertà e di diritti umani che il movimento degli ombrelli sta portando avanti.

Le cause

In campagna elettorale è stata incisiva l’incapacità di Carrie Lam e delle autorità di gestire una situazione complessa e altamente esplosiva. Da una parte la lentezza nel ritirare il controverso provvedimento di legge e la violenza utilizzata dall’esercito nel sedare i tumulti; dall’altra la completa assenza di empatia e di un tentativo di dialogo da parte della governatrice.

Paura a Pechino

La risposta di Pechino non si è fatta attendere: nessun tipo di apertura è considerabile. La paura di un effetto domino è ben presente tra le file del partito comunista. Hong Kong potrebbe diventare, senza troppe difficoltà, il baluardo democratico in uno stato totalitario. Un rischio troppo grande. L’affermazione del ministro degli esteri cinese riguardo l’appartenenza della città alla Cina è il segnale più grande di come questa tornata elettorale abbia scosso profondamente gli animi.

Il futuro

Gli sviluppi di questa 24 Novembre sono ancora incerti, diversi paesi come il Giappone auspicano verso un sistema One Country, Two System anche se il colosso asiatico non sembra molto propenso. Non ci resta che attendere ulteriori risvolti, osservatori di uno scontro impari. A questo proposito, consiglio la visione del documentario Joshua: Teenager vs Superpower (disponibile su Netflix) per comprendere meglio l’importanza che questo movimento giovanile ha avuto e sta avendo sulla popolazione di Hong Kong.

Esultanza dei democratici ad Hong Kong
fonte: https://www.lindro.it/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *