L’Italia in cammino con la senatrice a vita Liliana Segre

Liliana Segre, deportata ad Auschwitz-Birkenau e senatrice a vita dal gennaio 2018, è stata la protagonista del corteo tenutosi a Milano martedì 10 dicembre. A seguito dei numerosi dibattiti di cui è stata oggetto ma, soprattutto, dell’assegnazione di una scorta alla superstite della Shoah, è nata questa iniziativa di sostegno organizzata dai sindaci di Milano e Pesaro, Giuseppe Sala e Matteo Ricci. Con lo slogan “l’odio non ha futuro”, la manifestazione ha visto la partecipazione di circa 600 sindaci e/o loro rappresentanti insieme a numerosi cittadini.

L’odio non ha futuro

La marcia è partita da piazza Mercanti per poi attraversare la Galleria Vittorio Emanuele II ed arrivare in piazza della Scala. Dal palco ha parlato soltanto Liliana Segre, protagonista assoluta di quella che si è voluta caratterizzare come una manifestazione apartitica. Lo stesso sindaco di Milano Giuseppe Sala ha affermato:

Abbiamo deciso che nessuno dei sindaci parlerà dal palco, solo la senatrice. A noi il gesto, a lei le parole e le parole di Liliana sono sempre le parole giuste.

La senatrice ha tenuto il suo discorso di fronte ad una piazza gremita di gente intonante “Bella Ciao”. Spesso interrotta dagli applausi, la Segre ha sottolineato lo spirito gioioso della manifestazione, in antitesi assoluta con l’odio dilagante di cui la stessa senatrice è stata bersaglio. Quell’odio che, per l’appunto, lei dice di conoscere bene, avendone sperimentato anche la sua più concreta degenerazione. Eppure, Milano grida “basta odio, parliamo d’amore”. Ed è questo l’obiettivo principale di cittadini e sindaci riuniti, proprio quelle figure che, come dice la senatrice, hanno il fondamentale compito di farsi memoria.

Il discorso di Liliana Segre

È nell’oblio della nostra storia che passa il messaggio dell’indifferenza, ma stasera non c’è indifferenza.

Liliana Segre

La superstite di Auschwitz, da trent’anni testimone di quella memoria che non bisogna mai perdere, ha parlato di amore e di festa, ringraziando profondamente il proprio pubblico. Quegli stessi cittadini che hanno intonato un coro di grazie, cantato il suo nome e partecipato al minuto di silenzio seguito al discorso. A conclusione di questo pomeriggio c’è stato l’inno di Mameli cantato dall’Italia che si oppone all’odio, indipendentemente dal partito politico. Quell’Italia che è stata rappresentata dai numerosissimi sindaci mobilitatisi da tutta la penisola per prendere parte ad un evento assolutamente apartitico. L’unico obiettivo: scendere in piazza per protestare contro il clima di odio.

L’odio contro Liliana Segre

La manifestazione di Milano ha un valore civile e morale altamente simbolico, indice del desiderio di opporsi al dilagante antisemitismo che in Italia è sempre più diffuso. Testimoni di ciò sono, senz’altro, tutti gli insulti che, dal web, arrivavano e continuano a colpire la senatrice a vita. Eppure, la punta dell’iceberg, l’indicatore che più di tutti denuncia la gravità della situazione, è stata la decisione di assegnare una scorta a Liliana Segre. Dopo aver vissuto le leggi razziali, dopo essere scampata all’orrore di Auschwitz-Birkenau, all’età di 89 anni, la Segre è stata posta sotto tutela a causa dello spiccato antisemitismo che si è riversato contro di lei. L’incarnazione della battaglia all’odio e all’intolleranza è costretta a muoversi scortata dalle forze dell’ordine dal 7 novembre 2019.

Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza

Questa è stata la prima proposta di Liliana Segre come senatrice a vita. Era il 19 gennaio 2018 quando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell’anno dell’80º anniversario delle leggi razziali fasciste, la nominò senatrice a vita “per avere illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale”. E, degna di questa nomina, la neosenatrice ha proposto l’istituzione della Commissione. Questa non può giudicare nè censurare nessuno o cambiare le leggi, ma permette di studiare un fenomeno e di avanzare proposte su un problema allarmante. Il 30 ottobre 2019 il Senato della Repubblica, con 151 voti favorevoli e 98 astensioni, ha approvato la mozione che prevedeva l’istituzione della commissione specificandone i compiti ed il funzionamento. A seguito di questo evento, gli insulti e le manifestazioni di odio contro la Segre si sono ulteriormente inaspriti rendendo necessario la presenza di una scorta.

Il fenomeno Liliana Segre

Non è soltanto la tutela a cui è stata sottoposta la superstite di Auschwitz ad aver movimentato i sindaci d’Italia ed i cittadini, ma anche tutti dibattiti e le controversie in merito all’attribuzione della cittadinanza onoraria. Infatti, negli ultimi mesi la Segre è stata insignita della cittadinanza onoraria da parte di numerose città e comuni di tutta Italia. Un numero talmente vasto da spingere la senatrice, lieta e grata di tali riconoscimenti, a declinare gran parte dei molteplici inviti per le consegne. Questa onorificienza rappresenta senz’altro un gesto simbolico, il riconoscimento del simbolo e dei valori incarnati da Liliana Segre. Eppure, sembra essersi scatenata una corsa alla cittadinanza onoraria.

No alla cittadinanza onoraria

Claudio Corradino, Sindaco di Biella

D’altra parte, non sono mancati i casi di polemica: primo fra tutti spicca senz’altro quello di Biella. Il sindaco della città piemontese si era rifiutato di concedere la cittadinanza alla senatrice perchè non aveva fatto nulla per Biella o i suoi cittadini. L’aveva, però, concessa poco dopo al comico, attore e regista Ezio Greggio, il quale ha rinunciato proprio perchè la stessa onorificenza era stata negata a Liliana Segre. A seguito anche di questo evento, il Consiglio comuale biellese ci ha ripensato, offredo la cittadinanza alla senatrice.

L’immenso valore di Liliana Segre

La manifestazione milanese ha registrato un’ampia partecipazione, vedendo la mobilitazione dei primi cittadini di tutta Italia. Ciò è indicativo dell’importanza do quei valori che dovrebbero essere i capisaldi del pensiero e vivere comune. La tolleranza, la comprensione, l’attenzione e l’apertura alle diversità, ma anche l’enorme peso della memoria, della conoscenza e dell’insegnamento sono tutti principi di cui Liliana Segre non è soltanto portavoce, ma espressione vivente. In una realtà che vede diffondersi l’odio, l’intolleranza e la paura e che deve fare i conti con la morte di testimoni diretti come Piero Terracina, Liliana Segre rappresenta una pietra miliare della storia italiana e non solo.

La Memoria è quel filo che lega il passato al presente e condiziona il futuro: ecco perché è necessario fare memoria del passato, perché quel passato non debba mai più ritornare.

Piero Terracina

Monica Seminara

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