Accordo natalizio: USA e Cina verso la fine della guerra commerciale

Negli scorsi mesi abbiamo visto come l’aggressiva politica estera di Donald Trump abbia aperto diversi fronti di attrito con le altre potenze mondiale. Una su tutte la Cina. La guerra commerciale tra i due colossi ha avuto un susseguirsi di botte e risposte che hanno reso ancora più tesi i rapporti. L’ultima stoccata più grave è stata l’approvazione di un pacchetto di norme a favore di manifestanti di Hong Kong, mossa ovviamente non passata inosservata al governo di Pechino. Tuttavia, sembra esserci un accordo all’orizzonte.

La riconciliazione

Arriva, dunque, con proverbiale tempismo la nuova intesa riguardo i dazi americani imposti alla merce cinese. L’accordo prevede infatti una significativa riduzione degli stessi e lo stop su 160 miliardi di prodotti futuri. In cambio la Cina si impegna a comprare la quota di articoli americani importati, arrivando a spendere 50 miliardi di dollari l’anno, rafforzare le tutele della proprietà intellettuale e ad aprire il mercato dei servizi finanziari. Una mossa astuta da parte del tycoon che, attraverso un tweet del 12 Dicembre, ha confermato l’accordo, facendo schizzare alle stelle Wall Street.

Il 15 Dicembre

Data fondamentale per questo sblocco è stato il 15 Dicembre, quando teoricamente sarebbero scattati gli ulteriori dazi sulle esportazioni cinesi al 15%, che avrebbero colpito prodotti di largo consumo. Parallelamente Nike e Iphone avrebbero subito lo stesso destino, andando ad intaccare sia la produzione americana che i consumi natalizi dei compratori.

Cambio di rotta

Voci indiscrete parlano di trattative non esattamente lineari, tanto che inizialmente si ipotizzava un semplice slittamento dell’entrata in vigore. Tuttavia, nulla di confermato. Gao Feng, portavoce del ministero del commercio, ha confermato l’intenzione di Pechino di acquistare maggiori prodotti statunitensi. In particolare carne suina e soia – due alimenti assai richiesti in Cina. Un’ulteriore prova dell’apertura tra i due paesi, riconfermata dalla firma di Trump sull’accordo proposto.

Sebbene si voglia imputare questo cambio di rotta ad un miracolo natalizio, le motivazioni del Presidente degli USA sono assai più concrete. La pressione di imprese e mondo degli affari si è fatta assai più consistente nelle ultime settimane; tanto che 150 associazioni – raggruppate sotto la sigla America for Free Trade – avevano esortato Trump a procedere con la Phase One dell’accordo.

Le critiche

Questa scelta, tuttavia, non sembra essere stata apprezzata da tutti in casa USA. Il senatore della Florida Marco Rubio non ha esitato ha richiedere un’ulteriore considerazione in materia, con l’idea di utilizzare l’arma dei dazi per far leva su questioni ancora irrisolti con il governo cinese. Anche tra i democratici c’è dissenso riguardo questa decisione. Il senatore Chuck Schumer ha tenuto a precisare come sia fondamentale che l’economia cinese debba cambiare per poter evitare gravi danni al sistema americano. Ulteriori attacchi dopo quelli ricevuti il mese scorso per le norme di sicurezza ambientale.

Voci contrastanti si susseguono in questi giorni, ciò che conta restano tuttavia i fatti. Per quanto ci sia un clima positivo riguardo questa risoluzione si potrà giudicare solamente a fatto compiuto. Non si sa mai che dopo il passaggio di Babbo Natale il deterrente della lista dei buoni e dei cattivi faccia cambiare nuovamente le idee a Trump.

Stretta di mano per accordo tra Cina e USA
(fonte: Reuters – Jonathan Ernst )

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