Erasmus: la Brexit dice no!

Il programma Erasmus è la nuova vittima della Brexit. Infatti, mercoledì 8 gennaio la Camera dei Comuni del Regno Unito ha votato contro l’automatica prosecuzione di Erasmus+. Il Parlamento britannico, con una schiacciante maggioranza, ha votato contro l’emendamento New Clause 10 del disegno di legge presentato dalle opposizioni. Se fosse passato, questo avrebbe imposto al governo di continuare a negoziare la piena appartenenza del Regno Unito al programma Erasmus+ anche dopo il 2020, cioè al termine del ciclo già finanziato.

Nuovi accordi per l’Erasmus?

Per adesso il programma continuerà come previsto per il 2020, considerate anche le borse Erasmus già assegnate. Nel mentre, il sottosegretario all’Istruzione e parlamentare conservatore Chris Skidmore ha affermato che della partecipazione del Regno Unito al programma Erasmus+ se ne parlerà nei futuri negoziati con l’Ue. Anche James Duddridge, ministro della Brexit, ha chiarito che il Regno Unito è disponibile a lavorare su programmi di scambio, europei e non, nell’ambito dell’istruzione. Secondo molte voci, c’era da aspettarsi cambiamenti anche riguardo l’Erasmus visto l’intenzione di Boris Johnson di porre un freno alla libertà di movimento automatica con l’uscita dall’Ue. In generale, il proposito è quello di modificare le norme sull’immigrazione, equiparando gli europei al resto del mondo.

Finanziamenti a rischio

Ancora non si sa con precisione quale sarà il futuro degli scambi internazionali tra studenti, ma il governo Johnson ha ribadito più volte di voler recidere ogni vecchio legame con l’Ue alla fine del 2020. L’obiettivo è la ridefinizione dei rapporti, anche commerciali, con l’Europa. Questo, dunque, non esclude la definizione di nuovi accordi che comprendano pure la circolazione studentesca. È ancora tutto un punto interrogativo ma, per il momento, nuovi finanziamenti per i viaggi di studio sono a rischio. Un’ipotesi sarebbe quella di accodarsi a Turchia, Islanda, Norvegia e Serbia. Questi Paesi, infatti, pur non essendo membri dell’Ue pagano per far parte del programma Erasmus. Altri Paesi partner, invece, partecipano solo ad alcune parti. Anche in questo caso, saranno necessari nuovi accordi: l’Inghilterra dovrà negoziare programmi di scambio con i singoli Paesi.

L’importanza dell’Erasmus

Online sono immediatamente cominciate le polemiche contro la scelta del governo britannico. A partire dallo storico britannico Simon Schama, fino a Matteo Renzi, ognuno ha espresso il proprio dissenso. Neanche su Twitter sono mancate le risposte indignate al tweet dell’House of Commons.

Tutti quelli che sanno minimamente cosa sia l’Erasmus sanno che quella del governo è una decisione diabolica, miope e controproducente. Tipico della Brexit.

Paul Bernal

Molte proteste sono nate in relazione all’alto costo che uno scambio con la Gran Bretagna richiederebbe anche nel caso di nuovi accordi. Infatti, è possibile che, se questa ipotesi dovesse concretizzarsi, soltanto gli studenti con famiglia ricche potrebbero usufruire di questa opportunità. Per il momento, però, nulla è certo sul futuro degli scambi con il Regno Unito e non resta che attendere e sperare in meglio.

Monica Seminara

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