“Peaky Blinders”, proprio come in “Guardie e Ladri”

Birmingham, una città al centro dell’Inghilterra, è conosciuta per essere la patria della letteratura. Arthur Conan Doyle, J.R.R. Tolkien e Jonathan Coe sono solo 3 della miriade di scrittori nati o vissuti nella stessa città. Soprattutto negl’anni di Sir Doyle, in città si parlava di una gang criminale nota ai più come “Peaky Blinders”, attiva dal 1890 al 1919. Era composta da giovani fuorilegge che vivevano nei quartieri più poveri di Birmingham, e spadroneggiava commettendo estorsioni, rapine, aggressioni ed omicidi. Steven Knight, regista, ha deciso quindi di prendere spunto questa realtà per creare la sua serie cult “Peaky Blinders”.

Birmingham, 1920

Ambientata nella Birmingham del primo dopo guerra, i Peaky Blinders sono composti principalmente dalla famiglia Shelby. Nel quartiere di Small Heath, Thomas ed Arthur Shelby sono a capo del giro di scommesse clandestine più grosso della città. Thomas è anche a capo dei “Peaky Blinders”, dall’usanza di tenere un rasoio nel cappello, da usare come arma contro chiunque si mettesse contro di lui o qualunque membro della sua famiglia. Polly, la zia Polly, unica donna adulta capostipite della famiglia, controlla il lavoro dei ragazzi e si assicura che niente vada per il verso sbagliato, nemmeno quando l’ispettore Campbell, nordirlandese, arriva in città e minaccia il duro lavoro di una vita.
Thomas, Arthur, John, Danny, sono solo 4 dei personaggi principali. Gli Shelby non sono ovviamente famosi per i loro modi pacati o la loro misericordia, ma il loro essere sempre un passo avanti ad un criminale qualunque li porta anche a rimanere in auge, in una Birmingham sempre più spietata ed in un’epoca dove l’Inghilterra si sta rialzando dai tumulti creati dalla Prima Guerra Mondiale.
Thomas lo sa. Lui ed i suoi fratelli sono reduci da quell’incubo, e ne portano ancora i segni (soprattutto Arthur).

Peaky Blinders e la psicologia criminale

Peaky Blinders non vuole insegnare nulla, eppure lo fa. Gli aneddoti narrati nel corso delle varie puntate non sono solo un ripasso di storia, ma anche un viaggio nei giorni che hanno accompagnato il conflitto. Soprattutto, è un viaggio nella mente di un criminale. I suoi difetti, le sue debolezze, vengono messe in luce in una continua corsa contro la legge, contro chi vuole farla rispettare. La corruzione dilagante è un’amara verità che gli Shelby hanno saputo girare a loro favore, alimentando la macchina già ben funzionante del crimine.

L’intera serie è disponibile su Netflix.

peaky blinders

Ilaria Caiazzo

Studente a tempo pieno, interprete e traduttrice a tempo perso. Scrivo di cinema, serie tv e libri. Ossessionata dal make-up e dai serial killer.

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