Il Presidente Sergio Mattarella a scuola contro la psicosi da Coronavirus

Il 6 febbraio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è tornato tra i banchi di scuola. Infatti, insieme alla figlia, ha fatto visita a sorpresa ad alcune classi della scuola “Daniele Manin“. L’istituto multientico nel rione dell’Esquilino di Roma comprende classi elementari e medie. Una visita estremamente simbolica, ma altrettanto importante: nella zona dell’Esquilino abitano diverse famiglie di immigrati, tra le quali molte cinesi. Dunque, è il luogo perfetto per prendere le distanze dalla psicosi da Coronavirus dilagante nell’ultimo periodo.

Benvenuto Presidente!

L’inaspettata visita del Presidente Mattarella ha coinvolto due classi elementari e due medie. Con i più piccoli c’è stato un attimo di smarrimento: chi è l’uomo appena entrato? Forse, il nonno di qualcuno. Successivamente, con il classico entuasismo e candore dei bambini ci sono state strette di mano, timidi ciao e lavoretti in bella mostra. Alcuni stavano facendo una lezione sulla pace, argomento che ha suscitato l’approvazione del Presidente. Un’altra classe leggeva i viaggi di Gulliver “per imparare a stare tutti insieme”, come ha spiegato l’insegnante. Invece, gli alunni delle scuole medie, di varia nazionalità, hanno cantato l’inno di Mameli tenendo in bella mostra due cartelloni e sventolando il tricolore a conclusione dell’inno nazionale. Due regali per Sergio Mattarella: un cartellone con scritto la costituzione italiana ed un altro che recita la scuola è di tutti circondato da mani dalla pelle di vario colore.

Sergio Mattarella vs il razzismo

La visita di Sergio Mattarella si colloca in un momento storico di forte tensione. Infatti, la diffusione del Coronavirus ha fatto dilagare il panico in tutto il mondo. Tanto più dopo i due casi recentemente accertati nella capitale, in Italia si passa dal girare con la mascherina ai cartelli razzisti nei bar. Gli episodi di intolleranza verso i cinesi sono sempre più numerosi, nonostante molti di loro non abbiano mai avuto niente a che vedere con la Cina e Whuan, centro di diffusione del virus. Dunque, è come prendersela con l’italianissimo e bianchissimo vicino di casa: assolutamente paradossale. Turista o no, abitante doc della Cina oppure del quartiere vicino, adulto o bambino che sia, la paura e i gesti di intolleranza sono del tutto ingiustificati. E contro ciò si è apertamente schierato il Presidente Mattarella con il suo gesto.

La scelta del Presidente Mattarella

Il Presidente ha scelto un luogo doppiamente simbolico per dimostrare la sua solidarietà alle comunità cinesi e, al contempo, prendere le distanze dalla psicosi collettiva. Infatti, la scuola è il simbolo dell’educazione in primis civica e (inter)culturale: veicolo per eccellenza dei valori di solidarietà, accoglienza, rispetto, comprensione, condivisione. Tanto più in un istituto come la Daniele Manin di Roma che, come dichiarato dalla preside Manuela Manferlotti, vede il 45% dei suoi alunni tra migranti di seconda e terza generazione. Dei circa trecento studenti considerati, un terzo sono cinesi. Numeri eloquenti, quindi, che da soli bastano per comprendere il motivo della scelta di Sergio Mattarella. Con foto, sorrisi e strette di mano, il Presidente ha letteralmente dato l’esampio. Un esempio che dovrebbe essere seguito anche dai più spaventati, ma che difficilmente viene compreso da chi ha semplicemente trovato un capro espiatorio o un nuovo bersaglio per la propria intolleranza.

Monica Seminara

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