L’architettura che ci emoziona: trucchi per vivere meglio la città – Guardare fuori dalla finestra

Un tempo conoscevo un’anziana signora che ogni giorno si svegliava, si sistemava per bene, e poi trascorreva gran parte della giornata davanti una finestra, la più grande di tutta la casa. Quello che le piaceva era osservare la gente, il loro modo di parlare, camminare e gesticolare insieme; non le importava se fuori c’era il sole o un grande temporale: quella via, con tutti i negozi, le panchine, gli alberi, era il palcoscenico dove ogni giorno si svolgevano storie di vita diverse, tutte importanti, tutte intime e personali. Alcune volte le persone si accorgevano dell’anziana signora e qualche volta le parlavano pure, scambiavano quattro chiacchiere, un po’ di frasi di circostanza, e poi di nuovo immersi nella vita frettolosa di tutti i giorni.

Ci sono stati dei giorni in cui anche io mi sono affacciata da quella stessa finestra, ho guardato fuori e ho osservato con attenzione la gente che passava.

Ho sempre pensato che ci fosse molto più spazio pubblico in quella piccola porzione di città che in tanti progetti di architettura moderna. 

Spesso ci scordiamo che la città è viva perché lo siamo noi. Ci siamo mai soffermati ad ascoltare i suoni della città intorno, seduti su di una panchina, al sole, in un attimo di meritato riposo? Forse non abbastanza. Questo perché oggi vivere la città come cittadino è sottovalutato: si corre sempre, ogni giorno, con le macchine, a piedi, con i motorini; si corre perché non abbiamo scelta, perché ci sono degli appuntamenti fissati ad orari impossibili, perché ci si dimentica di sé stessi e degli altri; si corre forse non rendendosi conto che per vivere un attimo di serenità, basterebbe fermarsi e guardare fuori dalla finestra. Forse solo così potremmo capire di essere parte di qualcosa di più grande di noi stessi e delle nostre ambizioni: una grande comunità di gente come noi e con i nostri stessi pensieri.

 D’altronde, siamo fatti per stare insieme.

Diana Signorelli 

Un pensiero riguardo “L’architettura che ci emoziona: trucchi per vivere meglio la città – Guardare fuori dalla finestra

  • 13 Febbraio, 2020 in 8:41 pm
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    Correre, correre, correre, mangiare al volo, essere trafelati, non dare neanche uno sguardo a chi ci è accanto. Ci sentiamo così pieni dei nostri pensieri che poi non facciamo altro che desiderare una meritata vacanza… Ma forse effettivamente per “evadere” c’è una soluzione un po più vicina, stare 10 min seduti su una panchina e STOP godersi ciò che c’è intorno. A volte ci scordiamo l’abc 😂 grazie!!

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