Piccole donne: il nuovo adattamento del celebre romanzo

Se un romanzo viene riadatto più volte, ci deve pur essere un motivo. Nel caso di Piccole donne, romanzo più celebre di Louisa May Alcott, siamo giunti alla settima versione cinematografica. I casi sono due: o le idee mancano e si riciclano quelle buone del passato; oppure, versione più probabile, la storia piace davvero tanto a sceneggiatori, registi e pubblico. 

Le piccole donne di Greta Gerwig

Se non servono presentazioni per Piccole donne, qualche parola è necessaria per Greta Gerwig. Attrice, sceneggiatrice e regista, lavora con Noam Baumbach che poi diventa il suo compagno. Piccole donne è il suo secondo film da regista dopo il sorprendente Lady Bird che aveva come protagonista la musa della regista, Saorsie Ronan. 

Sebbene sia ancora agli inizi della carriera, la Gerwig con Piccole donne ha dato dimostrazione che Lady Bird non è stato un lampo casuale, tutt’altro. La Gerwig si conferma grande regista e sceneggiatrice (senza dimenticare che è anche una bravissima attrice) e di sicuro avvenire. 

Piccole donne

Avanti e indietro

Torniamo all’opera. Rispetto alle altre versione precedenti, questo Piccole donne ha una sostanziale ed evidente differenza. La costruzione narrativa non è lineare bensì scomposta, frutto di numerosi flashback che permettono salti nel tempo e tuffi nei ricordi. La scelta permette al film di contenere un bacino più ampio della storia originale, che non si focalizza solo sul personaggio di Jo, dando ampio spazio a tutti i personaggi in gioco. 

Tuttavia, questa scelta rischia di essere penalizzante per uno spettatore che non conosce la storia, poiché i numerosi salti richiedono molta attenzione e una conoscenza minima della vicenda e dei personaggi. Su questo forse il film lascia a desiderare, ma la colpa è anche dello spettatore che va a vedere il film del tutto impreparato sulla vicenda. 

Le giovani Piccole Donne (e non solo)

Sulle interpretazioni c’è veramente poco da dire, poiché tutti fanno la loro parte egregiamente. Un filino sottotono forse è l’uomo del film, l’ormai onnipresente e imprescindibile Timothee Chalamet, nel ruolo di Theodore Laurie Laurence. 

Se Chalamet è un tantino al di sotto delle aspettative, lo stesso non si può dire per una bravissima Saorsie Ronan, il cui ruolo di Jo sembra calzare a pennello. Anche per lei, come per la Gerwig, la conferma che Lady Bird non è stata una semplice meteora.

 

Miglior costumi! 

Agli Oscar appena trascorsi, il film aveva ottenuto ben 6 nomination (miglior film, miglior attrice protagonista per Saorsie Ronan, miglior attrice non protagonista per Florence Pugh, miglior sceneggiatura non originale, miglior colonna sonora e miglior costumi). 

Tra i sei premi, Piccole donne ha vinto quello per i miglior costumi, forse il massimo visto le ottime pellicole che quest’anno concorrevano per i premi più ambiziosi (a conferma di un’annata cinematografica davvero speciale). 

Francesco Guerra

Francesco Guerra

Studente, speaker radiofonico, cinefilo, accanito lettore, ex calciatore miseramente ritiratosi dall'attività a soli 17 anni. Insomma, un tipo strano.

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