Dracula, la rinascita di un non morto

Il 1° gennaio non ha portato solo un nuovo anno nel panorama televisivo mondiale, ma è stato anche il giorno d’uscita di Dracula, miniserie creata da due nomi già famosi nell’ambiente televisivo: Mark Gatiss e Steven Moffat, creatori della serie Sherlock.

Dracula nella pop culture

Dracula è presente nell’immaginario collettivo popolare da secoli. Nato dalla mente di Bram Stoker, il vampiro abbandona i canoni di un personaggio aristocratico lontano dalla folla, e diventa culturalmente più vicino alle proprie vittime assorbendone le abitudini ogni qualvolta si nutre di loro.Dracula
La miniserie non fa eccezione. Se il romanzo è strutturato tramite uno schema epistolare raccontatoci da Jonathan Harker e dal suo compagno di viaggio (che poi diventeranno lettere di altri personaggi principali), la miniserie è molto più gerarchica. Jonathan Harker è un giovane procuratore, mandato in Transilvania nel castello del conte Dracula per sbrigare le pratiche per il suo immediato trasferimento in Inghilterra.
Jonathan è ignaro delle attitudini sanguinarie del conte, vedendolo solo come un vecchio e malandato conte lasciato solo in un castello fin troppo grande per i suoi gusti. Si accorgerà ben presto però che le apparenze ingannano, e che la morte può sopraggiungere più lentamente di quanto uno si pensi (se mai sopraggiunge).

“I have an acquaintance in London”

La struttura della serie riprende quella di Sherlock, dividendosi in 3 macroepisodi da 1 ora circa l’uno. I personaggi sono pregni di significato, pieni di storie da raccontare, e lo stesso Dracula è una continua scoperta e riscoperta, non lasciando niente al caso.
Gli easter eggs che riportano all’opera originale sono tanti e ben diluiti per tutta la durata della serie, lasciandosi anche sfuggire un richiamo alla perla dei due creatori, Sherlock stessa.
La seconda puntata, per certi versi, è un bellissimo richiamo ad una delle opere della regina del giallo, Agata Christie, e al suo “Assassinio sull’Orient Express”.

È sicuramente una serie non per deboli di cuore e di stomaco, ma che porta con sé anni ed anni di storia legata al genere horror, e non si fa scrupoli di mostrare scene cruente o violenza gratuita.
Ha riportato in vita una figura non morta, che già dal nome può far intuire la sua crudeltà.

La miniserie è presente su Netflix.

Ilaria Caiazzo

Studente a tempo pieno, interprete e traduttrice a tempo perso. Scrivo di cinema, serie tv e libri. Ossessionata dal make-up e dai serial killer.

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