Stefano Boeri e il “tempo ritrovato” nell’età della condivisione e del COVID-19

Non c’è viaggio più affascinante di quello che si può compiere con la cultura, e questo Stefano Boeri lo sa bene. Proprio in questo mese così complicato, l’architetto del famosissimo Bosco Verticale, nonché Presidente della Triennale di Milano, ha infatti deciso di dare vita a due format che, in programma tutti i giorni sui social, gli permettono di mantenere vivo il contatto con la gente e di confrontarsi.

L’architettura – e l’arte in genere – è condivisione, stare insieme, parlare e incontrarsi. Tutte cose che, in pieno COVID-19, possiamo fare solo tramite le piattaforme social che forniscono infinite possibilità e non ci fanno sentire mai soli. Boeri, artefice di tante opere pubbliche, non teme la sfida e realizza allora la sua piazza, ma questa volta multimediale, in tempo di pandemia. A partire dalle 17:00, prima con la Triennale e poi in autonomia, intervista, incontra persone, risponde alle domande, legge libri e parla di cultura. Tutto ad una condizione: che si rimanga fermi nelle proprie abitazioni e si parli solamente tramite social.

La prima diretta del pomeriggio – appunto quella delle 17:00 – viene chiamata “Decameron” e parte dai canali social della Triennale (Instagram e Facebook). Il nome è chiaro: si fa riferimento all’opera di Giovanni Boccaccio in cui dieci giovani sfuggono dalla città a causa di un’epidemia di peste. Come nel “Decameron”, a ogni puntata corrisponde un evento; una lettura, una recita o qualsiasi altra attività, come un’intervista in diretta con altri personaggi famosi – o magari proprio con il presidente dell’Albania Edi Rama. (diretta del 30 Marzo)

“Vogliamo essere un microfono sulla città, e possiamo produrre cultura perché siamo convinti che la cultura non si ferma”, sostiene Boeri.

Sempre seduto nello studio di casa, con la libreria di sfondo che già dopo qualche puntata diventa familiare, l’architetto avvia la seconda diretta esattamente alle 19:00 dal suo canale personale Instagram e Facebook. Il titolo del format è “#temporitrovato“: in questo caso Boeri legge qualche passo di alcuni libri che hanno avuto un ruolo importante nella sua formazione professionale e non solo. Si tratta di un’occasione per incontrarsi e scambiarsi pensieri, ritrovando in questi momenti difficili quello che Boeri definisce “il proprio tempo interiore”.

Terminiamo quindi riportando alcune parole dell’architetto, ricordando che la cultura può essere l’arma giusta per la nostra rinascita.

“La cosa che mi da più soddisfazione è la sensazione che l’esperimento funziona perché in questo momento le persone cercano un pensiero, uno stimolo alla riflessione; senza accontentarsi dell’intrattenimento, come sarebbe facile immaginare”.

 

Diana Signorelli

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