Il grande inseguimento della locomotiva che ispirò Buster Keaton

Sin dalle sue origini, il cinema ha avuto come ispirazione la realtà. Le storie migliori che dai fratelli Lumiere fino a oggi il cinema ci ha mostrato, sono storie basate su fatti realmente accaduti o che raccontano la vita di un personaggio celebre. La realtà è dunque un elemento d’ispirazione imprescindibile per la sopravvivenza della settima arte. 

Chiunque sarà rimasto colpito da una storia realmente accaduta, ma talmente surreale da non sembrare vera. Mi viene da pensare alla storia di Frank Abbagnale e dei suoi furti e cambi d’identità, raccontati da Steven Spielberg in Prova a prendermi. O come non pensare alla corsa verso il successo di Jordan Belfort, raccontata da Martin Scorsese in The wolf of wall street? Storie per nulla ordinarie, che spesso chi vive una vita “normale” stenta a prendere per vere. 

Il grande inseguimento della locomotiva

Anche grazie a questa quarantena, ho avuto la possibilità di impegnarmi in feconde attività, che mi hanno dato l’occasione di studiare e scoprire fatti e personaggi che non conoscevo. Per via di un progetto radiofonico, ho avuto modo di informarmi sulla guerra civile americana (1861-1865), evento che al cinema, soprattutto a stelle e strisce, ha dato tantissimo. Nello studio di questo conflitto, oltre ad accorgermi dell’importanza storica che esso ha avuto (al punto da poter essere considerato un lontano parente della prima guerra mondiale), ho scoperto storie e personaggi che hanno impressionato la mia mente e la mia immaginazione. Mentre guardavo l’ennesimo documentario sono stato colpito dalla storia di James J. Andrews, un coraggioso soldato dell’unione resosi protagonista, insieme ad alcuni compagni, di uno dei fatti più sorprendenti ed eclatanti dell’intero conflitto. Sto parlando dell’episodio passato alla storia come il grande inseguimento della locomotiva. Immediatamente ho fatto un collegamento con la storia di Andrews, che mi ricordava quella raccontata da Buster Keaton nel film del 1926 Come vinsi la guerra. La pellicola è tra le più riuscite del comico statunitense. 

Sul film, Morandini scrive: 

“Ottavo Lungometraggio di B. Keaton, l’ultimo che firmò come regista, probabilmente il più visto, uno dei suoi più compatti per l’armonia della costruzione e del ritmo, lo splendore degli spazi aperti, la ricchezza delle invenzioni, la cura maniacale della ricostruzione ambientale. È il caso raro di un film comico che è anche un trascinante racconto d’azione e d’avventura. 

Nel 2007 l’american film institute lo ha posizionato al diciottesimo posto delle cento migliori pellicole americane.

Locomotiva keaton

Il fatto

Il 12 aprile 1862, a un anno esatto dall’inizio del conflitto, James J. Andrews, un soldato dell’unione, ebbe l’idea di rubare insieme ad alcuni suoi compagni una locomotiva sudista chiamata The general. L’industrializzazione aveva di fatto trasformato le locomotive in armi da guerra, oltre che a mezzi di trasporto per persone e merci. La vittoria finale dipendeva anche dalla possibilità, e dalla capacità, di usare questi nuovi mezzi. 

Quella mattina a Big Shanty, il treno diretto da Atlanta a Chattanooga si ferma per consentire la colazione ai viaggiatori. All’improvviso, la locomotiva del treno “The general” si allontana dalla stazione, sequestrata da un gruppo di soldati dell’unione in borghese e guidati da James J. Andrews. Inizia così la grande caccia alla locomotiva, uno degli episodi più audaci dell’intero conflitto. Il piano di Andrews consiste nel rubare una locomotiva e dirigersi a nord, sradicando durante il tragitto i binari, bruciando i ponti e tagliando i fili per interrompere le comunicazioni, così da rallentare l’azione ferroviaria dei sudisti.  

Dopo 150 km di inseguimento, la locomotiva in fuga si trova priva di acqua e legno. Il leggendario inseguimento sui binari termina con l’arresto di Andrews e altri 21 compagni. Il leader del furto della locomotiva riuscirà a fuggire dal carcere salvo poi essere riacciuffato il giorno seguente. Insieme ad altri compagni viene infine condannato a morte per impiccagione. 

Locomotiva Andrews

Il film di Buster Keaton

Nel celebre film del 1926, il comico statunitense veste i panni di Johnnie Gray, un macchinista ferroviario del sud che non può arruolarsi come soldato per via del suo importante mestiere. Quando Andrews e i suoi colleghi rubano la locomotiva, Gray si lancia all’inseguimento prima con un carrello, poi con una bici rubata e infine, dopo essere finalmente giunto a una stazione, con un treno. Pur nella sua epicità, la fuga è rocambolesca e costruita sul gioco delle incomprensioni e dei tranelli, a conferma dello stile comico di Keaton. A questa si aggiunge anche la variante sentimentale. Dopo aver rubato il treno, gli unionisti si accorgono che al suo interno c’è una fanciulla, che diviene subito loro prigioniera. Quella ragazza, di cui il personaggio di Keaton è innamorato, sarà poi protagonista della seconda parte della storia, nel quale l’inseguito diventa inseguitore e viceversa.

Comico e travolgente, il film di Keaton prende spunto da un fatto eclatante della guerra civile americana. La vicenda epica di James Andrews, di cui si trova poco o nulla sul web, viene riletta in chiave ironica da uno dei geni del muto, che sfrutta la peculiarità di tale racconto per costruire una delle più belle pagine del cinema dell’epoca. 

Francesco Guerra

 

Francesco Guerra

Studente, speaker radiofonico, cinefilo, accanito lettore, ex calciatore miseramente ritiratosi dall'attività a soli 17 anni. Insomma, un tipo strano.

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