Unorthodox: la triste realtà della religione

Vivere la propria religione è una questione intima, che ogni credente può discutere solo con il proprio io. A volte però, vivere la propria spiritualità può diventare un obbligo.
Deborah Feldman ce lo racconta nel suo romanzo autobiografico “Ex ortodossa. Il rifiuto scandaloso delle mie radici chassidiche (Unorthodox: The Scandalous Rejection of My Hasidic Roots)”, dove descrive accuratamente la vita all’interno di una comunità ultra-ortodossa chassidica. La dura e difficile esperienza di Deborah ha liberamente ispirato la miniserie Netflix Unorthodox.

Esty è una ragazza che vive nel quartiere ultra ortodosso chassidico di Williamsburg. La sua vita scorre dettata dalle dure leggi impostole dalla comunità: è una donna. Non può leggere la Torah, non può lavorare. Non può avere amici se non approvati dalla sua famiglia o da suo marito, non può uscire per intrattenersi. È una vita fatta di privazioni, di chiusura, che la costringe a sentirsi un mero oggetto.

Unorthodox: ortodossia e libertà

Il suo comportamento ribelle non è ben visto dalla comunità, ma Esty riesce comunque a sposarsi e ad entrare nelle meccaniche familiari ben viste dalla sua religione.
La ribellione scorre nel sangue di Esty, che progetta la fuga grazie all’aiuto di una consulente che in passato ha già aiutato altri a liberarsi di quel fardello.
La vita non è mai stata facile per lei. Non è mai iniziata, forse. Fuori da Williamsburg c’è la sua felicità, la sua libertà, ed il punto d’inizio della sua nuova vita.

Giudicare una scelta così pregnante nella vita di qualcun altro è difficile, complicato. Esty cammina nel suo nuovo sentiero come una bambina nelle sue nuove scarpe, curiosa ma spaventata di ciò che è il mondo. Si stupisce nel vedere due ragazze che si baciano, ma anche una coppia camminare mano nella mano. Ama la musica classica, diversa dalle canzoni impostole a Williamsburg. È impacciata davanti al lungo menù di Starbucks, ma anche desiderosa di farsi sopraffare dalla globalizzazione.
Fa bene, fa bene vedere una rinascita in una donna che non ha mai avuto l’intenzione di fallire, di morire, di farsi mettere i piedi in testa: la forza di credere in Dio con le sue regole.
Un atteggiamento da cui tutti potremmo imparare qualcosa… un atteggiamento poco ortodosso, ma umano.

La miniserie è disponibile su Netflix (1 stagione)

Ilaria Caiazzo

Studente a tempo pieno, interprete e traduttrice a tempo perso. Scrivo di cinema, serie tv e libri. Ossessionata dal make-up e dai serial killer.

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