Gli spazi della ricerca e della scienza: il nuovo progetto di piuarch. per l’ex area Expo di Milano

In architettura dobbiamo fare i conti con diversi tipi di spazio: c’è lo spazio pubblico e lo spazio privato, quello della casa e dell’ufficio, dei luoghi di sosta e della mobilità. Gli avvenimenti di questi ultimi mesi, però, ci hanno fatto capire che molto spesso trascuriamo una tipologia in realtà molto importante, e da cui dipende il nostro benessere e la nostra salute: lo spazio della ricerca e della scienza.

Scienziati e ricercatori necessitano infatti di strutture adeguate,

dotate di laboratori e tecnologie all’avanguardia, per poter lavorare in piena sicurezza e affrontare le sfide future.

Proprio per dare una risposta a tali richieste, la Fondazione Human Technopole e Arexpo hanno dato il via a un concorso internazionale di progettazione di cui, pochi giorni fa, è stato decretato il vincitore.
L’oggetto del concorso era la creazione del nuovo complesso Human Technopole, l’istituto italiano di ricerca per le scienze della vita, destinato a sorgere proprio nel cuore dell’ex area Expo di Milano. Ad aggiudicarsi la vittoria è stato il gruppo di progettazione piuarch., già noto per aver realizzato il Porta Nuova Building, ovvero l’edificio dalle forme sinuose che i milanesi chiamano “armonica”.

Lo studio è nato nel 1996 grazie all’amicizia e alla grande ambizione di quattro giovani progettisti – Francesco Fresa, German Fuenmayor, Gino Garbellini e Monica Tricario – che si sono trovati, un po’ per caso, un po’ per volere del destino, a lavorare insieme nello studio di Vittorio Gregotti, uno dei più rinomati d’Italia. Perché proprio “piuarch.”? In realtà il significato del nome non è proprio immediato, ma si tratta di un gioco di parole di cui i fondatori nascondono gelosamente il significato. Oggi si distinguono non solo per progetti caratterizzati da linee sobrie, colori ben accostati tra loro e una grande cura del dettaglio; ma anche e soprattutto per il profondo dialogo che riescono a instaurare tra contesto e architettura.

Nel nuovo Campus Human Technopole, il gruppo piuarch. riesce a fondere le due anime che caratterizzano gli spazi per la scienza dell’età contemporanea:

quella spettacolare, ludica e comunicativa, e quella sperimentale, di ricerca e di approfondimento. Il progetto si compone di due grandi edifici, entrambi dotati di terrazze e coperture verdi, che si sviluppano intorno ad uno spazio centrale, detto “common ground”. Quest’ultimo è il cuore di tutta la composizione; punto di incontro, di sosta, di passaggio e di distribuzione verso le attività che si svolgono nei piani superiori. In parte vetrato e in parte aperto, esso sarà a tutta altezza fino al tetto, e quindi inondato di luce naturale. Le strutture ospiteranno centri di ricerca con laboratori di biochimica e biologia molecolare, strumentazione scientifiche d’avanguardia e postazioni di lavoro per i ricercatori.

Finalmente uno spazio per tutti coloro che con il loro lavoro possono aiutare a migliorare la nostra vita e la nostra salute.

 

Diana Signorelli

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