L’arte di raccontare storie: Alessandro D’Avenia, il prof 2.0

Libri, studenti e parole. Questa è la triade di Alessandro D’Avenia, professore di Lettere, scrittore e sceneggiatore, nato a Palermo il 2 maggio 1977. Da insegnante tra i banchi del liceo ad insegnante tra le pagine dei suoi libri, negli ultimi dieci anni la sua voce è arrivata a milioni di persone impressa nero su bianco. Tenendo per mano lettori e personaggi D’Avenia li ha condotti attraverso percorsi assolutamente comuni ed altrettanto particolari. Perché è dietro ad ogni storia ordinaria che è possibile scoprire lo straordinario.

Verso la letteratura

Come nella maggior parte dei casi, l’amore per la letteratura parte dai banchi di scuola e da professori capaci e entusiasti. Anche per Alessandro D’Avenia la passione per la letteratura comincia così. Inizia ad amarla alle scuole medie, scegliendo in seguito la strada del liceo classico. Degli anni del liceo, per sua stessa ammissione, due sono le figure che gli rimarranno impresse: il suo professore di lettere (prevedibilmente) e quello di religione, Don Pino Puglisi. Entrambi lasceranno il segno nella sua vita. Del primo seguirà le orme, iscrivendosi al corso di laurea in Lettere classiche alla Sapienza di Roma. Il secondo tornerà anni dopo nel suo terzo libro. Nel 2000 si laurea in letteratura greca e vince un dottorato di ricerca all’università di Siena in Antropologia del mondo antico, concludendo in seguito questo percorso con una tesi sulle Sirene omeriche e il loro rapporto con le Muse nel mondo antico.

Alessandro D’Avenia tra i banchi di scuola

Prima di concludere il dottorato D’Avenia comincia ad insegnare alle scuole medie. Questa esperienza gli farà comprendere quale direzione intraprendere una volta dottorato. Infatti, abbandonerà il campo della ricerca per dedicarsi all’insegnamento dopo aver frequentato la scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario. Divenuto insegnante di greco e latino al liceo, creerà un gruppo teatrale con parte del quale realizzerà anche un cortometraggio. Il suo percorso a scuola, iniziato nella capitale, continuerà poi a Milano. Infatti, deciso a raccontare storie, si trasferirà in Lombardia per frequentare un master in sceneggiatura alla Cattolica.

Penna in mano

Il master in Scrittura e produzione per la fiction e il cinema gli permette di imparare la tecnica per raccontare storie. Concluso il master si dedica a vari lavori di sceneggiatura, firmando nel 2008 alcuni episodi della terza serie di Life Bites – Pillole di vita presso Disney Italia e vincendo un premio per la sceneggiatura di una commedia cinematografica. Sarà il 2010 l’anno del suo esordio come scrittore: il 26 gennaio Mondadori pubblica il suo primo libro Bianca come il latte rossa come il sangue. Alla stesura definitiva giunse grazie ai consigli di amici e studenti che ne lessero la prima versione. Oltre che per il loro parere i suoi studenti, così come la sua esperienza da insegnante, furono fondamentali per l’idea stessa del romanzo. Infatti, prende spunto da una vicenda realmente accaduta: una ragazza del liceo romano dove l’autore a quel tempo faceva supplenza morì di leucemia.

Alessandro D’Avenia: scrittore/professore/personaggio

Dopo il successo del primo romanzo, tradotto e pubblicato in più di venti Paesi, nel 2013 arriva in libreria Cose che nessuno sa: un altro adolescente e un altro professore di lettere in grado di cambiargli la vita. In Bianca come il latte rossa come il sangue è il sedicenne Leo che scopre se stesso e le mille sfaccettature dell’amore mentre affronta la durezza e l’ingiustizia della morte, il tutto sotto lo sguardo attento e brillante del prof “Sognatore”; in Cose che nessuno sa è la quattordicenne Margherita a dover fare i conti con le difficoltà della vita da adulti, imparando a superare quel dolore che le permetterà di crescere. Ancora innocente ma con la voglia di combattere, Margherita troverà forza tra le pagine dell’Odissea e la voce del suo insicuro ma appassionato professore. Ulteriori protagonisti dei romanzi, i professori sembrano richiamare gli insegnanti di D’Avenia. Se non D’Avenia stesso.

Ciò che inferno non è

Il 28 ottobre 2014 esce il terzo romano di Alessandro D’Avenia. Probabilmente il più personale di tutti i suoi libri, Ciò che inferno non è combina la Palermo dello scrittore, l’influenza che su di lui ebbe Don Pino Puglisi e la sua abitudine di farci vivere le storie di adolescenti. Federico, che frequenta lo stesso liceo di D’Avenia, accoglie l’invito di padre Pino Puglisi e decide di aiutarlo con i bambini di Brancaccio. Siamo nell’estate 1993, l’estate in cui Federico comincerà un’avventura che gli cambierà la vita, l’estate in cui Cosa nostra proverà a soffocare la luce e la speranza in un quartiere dove vigevano violenza, desolazione e silenzio. Con un pezzo di Storia nella storia, D’Avenia riesce ad instillare nel lettore una miriade di sentimenti: dalla compassione alla tristezza, dalla speranza alla fiducia, fino ad arrivare all’indignazione finale che colpisce chiunque sappia leggere questo libro sotto la giusta luce.

Alessandro D’avenia e l’amore per la letteratura

Gli ultimi libri di D’Avenia dichiarano apertamente l’amore dello scrittore per la cultura e la letteratura. Sin dal titolo L’arte di essere fragili – Come Leopardi può salvarti la vita è possibile comprendere in che direzione va la rilettura che Alessandro D’Avenia fa del poeta recanatese. Infatti, fondendo l’amore del lettore con l’esperienza del professore, il Leopardi che ci viene restituito da queste pagine è molto diverso dal poeta gobbo e pessimista a cui si è abituati a pensare. Così come diversa è la rappresentazione dei numerosi artisti data in Ogni storia è una storia d’amore. Protagonisti sono le loro compagne di vita ed il loro punto di vista. Talvolte muse ispiratrici o fedeli assistenti, altre volte avversarie, queste donne raccontano l’altra faccia di storie che pensiamo di conoscere attraverso il filo conduttore dell’amore.

Insegnare: imprimere dei segni (nella mente)

A partire dal suo ruolo di professore Alessandro D’Avenia è riuscito a insegnare attraverso le sue parole. Non con la presunzione di farlo, ma incarnando appieno il reale significato di questo verbo. I suoi libri, così come i suoi editorali, riescono ad imprimere dei segni nella mente del lettore, arricchendolo anche inconsapevolmente. Eppure, ci sono anche altri mezzi per raggiungere le menti altrui. Infatti, Bianca come il latte rossa come il sangue è stato adattato per il grande schermo nel 2013 a partire dalla sceneggiatura dello stesso D’Avenia con Fabio Bonifazzi; L’arte di essere fragili – Come Leopardi può salvarti la vita è diventato un racconto teatrale gratuito portato in giro per l’Italia; Ogni storia è una storia d’amore sarà anch’esso trasformato in racconto teatrale. Ciò testimonia un ulteriore fiducia nella potenza dell’oralità: del resto, le storie più antiche erano raccontante, non scritte.

Monica Seminara

 

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