“Catania guarda il mare”: il progetto di Park Associati per il waterfront

Anche in architettura, come nella vita, essere ottimisti è fondamentale. Significa, infatti, avere la capacità di vedere opportunità che a tutti gli altri sembrano negate, e soprattutto ti porta a credere che qualsiasi luogo, con un po’ di impegno, può migliorare. E, in questi anni, Catania è stata una città ottimista per molti aspetti. Anche se non con facilità, infatti, sta lentamente facendo i primi passi verso dei cambiamenti che la porteranno a diventare una grande città. E così come le metropoli, anche Catania ha deciso di guardare con ottimismo al futuro e cercare di migliorare alcuni dei suoi spazi pubblici – o almeno ci prova -, ormai inadatti a soddisfare le necessità della vita contemporanea. Primo fra tutti, quello che la vede affacciarsi al mare, ovvero quello che in architettura si chiama “waterfront“.

Ebbene si, perché anche se Catania è una città portuale sin dai tempi dei romani, il suo rapporto con il mare non è dei migliori. Il porto per una parte è un’area chiusa alla città, e il resto della costa è caratterizzato da una lunga linea ferroviaria. Proprio per questo motivo, nel 2018, è stato bandito un concorso di idee con l’obiettivo di riqualificare tutta la fascia costiera compresa tra piazza Europa e il faro Biscari.

La proposta vincitrice è stata quella di Park Associati, uno studio di progettazione con sede a Milano, che si è mostrato sempre particolarmente interessato ai progetti di rigenerazione urbana.

Il nome del progetto è “Catania guarda il mare” (e finalmente!).

Si prevede infatti la riqualificazione di un grande quantitativo di spazi – oggi aree degradate, infrastrutture dismesse e vuoti urbani -, con l’obiettivo di creare luoghi di aggregazione, di passeggio, sport e cultura in genere. Tutto quello che oggi effettivamente, manca alla città di Catania.

Il vero cuore del progetto è l’area del porto, che si prevede finalmente aperta al pubblico e caratterizzata da una nuova darsena per le imbarcazioni. Gli spazi per la sosta e il tempo libero, con gradoni che diramano verso l’acqua, creano un anfiteatro pubblico. Le grandi distese di acqua sono rese percorribili grazie ad una serie di passerelle artificiali che passano accanto al giardino dei “silos”, dando nuova vita ai vecchi depositi di cemento posizionati su una delle banchine.

Visione aerea del progetto a Catania

Il Catinum

L’area compresa tra la nuova darsena e gli archi della marina, invece, diventerà un parco. Al suo centro è previsto uno specchio d’acqua, “il catinum”, che all’occorrenza può divenire vasca di raccolta per le acque piovane. Lungo i binari sopraelevati della marina è previsto, invece, un parco lineare. Proseguendo lungo nord, nella zona dell’ex porto Rossi, creeranno le “piscine Caito”, direttamente sul mare, e nuovi spazi per la cultura e per l’incontro.

Visione aerea di Catania

Si prevede anche il recupero di edifici dismessi, come l’ex dogana, che diventa un centro per l’artigianato 2.0; l’ex deposito ferroviario, che invece è immaginato occupato da attività di ristorazione.

Insomma, il progetto per rendere Catania una grande città c’è, con dei tempi probabili per la sua realizzazione. Il problema resta sempre nei mezzi mancanti – per lo più economici – e nel poco impegno di alcuni suoi abitanti. Per ora a noi non ci resta altro che guardare con ottimismo al futuro.

Diana Signorelli

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