Figli, il racconto di un’Italia contemporanea dove fare figli è un azzardo

Figli

Figli è un film diretto da Giuseppe Bonito con Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea. La paternità del progetto è stata interamente dedicata a Mattia Torre, sceneggiatore e regista morto prematuramente lo scorso 19 luglio. Torre, oltre ad aver scritto e collaborato in numerose produzioni, è tra gli ideatori della serie tv di successo, da poco tornata su Netflix, Boris

L’ultimo suo lavoro parla di un’Italia contemporanea a crescita zero, dove fare figli è un peso economico e di tempo per i genitori. Questi (interpretati magistralmente dalla Cortellesi e da Mastandrea) si trovano a dover ricalcolare la propria vita. Ci si ritrova davanti a vecchi stereotipi ancora attuali, anche in una coppia borghese della Roma bene, incapace di placare l’animo e i pianti (sostituiti da un candido brano di Beethoven) del nuovo arrivato, di dedicare la giusta attenzione alla figlia maggiore in preda al naturale atto di gelosia nei confronti del fratello minore e a curare il loro matrimonio.Tematiche che vengono affrontate in una maniera a tratti semplicistica (e stereotipata, ma la commedia si basa proprio su questo controverso aspetto), ma che riescono ad arrivare allo spettatore, anche grazie alla scelta di uno stile leggero che non calca mai troppo la mano. 

Figli

Il conflitto generazionale tra genitori e figli

Oltre che un conflitto di genere, Figli è un conflitto generazionale tra tre generazioni che non sembrano in grado di comunicare tra loro. I figli appaiono distanti dai genitori, che non sembrano comprenderli, o peggio, interessarsi a loro. Tuttavia, il peso della narrazione è alleggerito da soluzioni il più delle volte comiche, sostenute soprattutto da Mastandrea, vero mattatore della coppia. 

Attraverso l’ironia il film s’inoltra all’interno della vita di coppia. L’idillio e l’equilibrio difficilmente ottenuti, cadono in pezzi di fronte all’arrivo di un nuovo membro della famiglia. Ciò non crea soltanto squilibri e incertezze in  una coppia medio borghese, che comunque sembra avere tutte le possibilità di superare “l’inconveniente” di avere un secondo figlio. Riporta a galla timori e malumori sopiti, nascosti nei meandri della mente e che adesso, spinti in sù dallo stress del cambiamento, mettono in luce il vero rapporto di coppia, più incerto di quel che sembrava essere.

Figli

Otto capitoli: una via crucis dalla crisi alla soluzione della conflitto

In otto capitoli di quella che sembra una drammatica via crucis verso l’espiazione, assistiamo, passo dopo passo, alle montagne russe sentimentali della coppia. Tra la crisi della coppia s’inseriscono gli amici (più di lui in realtà) che fungono da valvole di sfogo personale. Pure questi, tuttavia, si trovano nella stessa situazione e non sembrano essere in grado di uscirne se non con le ossa rotte.

Quello che serve, in fondo, è capire realmente ciò che vogliamo. La scelta finale verso cui corre il film, è proprio questa. L’incomprensione tra due mondi può essere solo superata con l’ascolto e la comprensione dell’altro. Chiudersi e isolarsi non serve a nulla. Oggi più che mai, di fronte alla crisi di un mondo sempre più vecchio, fare figli appare un passo troppo grande per molte coppie. Figli ha saputo raccontare con arguzia le tante crisi (economica, sociale e di natalità) del nostro tempo, in modo leggero ma toccante e profondo.

 

Francesco Guerra

Francesco Guerra

Studente, speaker radiofonico, cinefilo, accanito lettore, ex calciatore miseramente ritiratosi dall'attività a soli 17 anni. Insomma, un tipo strano.

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