Città post-lockdown: un’occasione per rinnovarci?

Il trucco, sia nella vita che in architettura, è sempre quello: trasformare il cambiamento in qualcosa di positivo. Ormai da qualche mese, la crisi sanitaria ha reso evidenti i problemi di quegli stessi spazi urbani che prima eravamo abituati a vivere tranquillamente. Avete infatti mai sentito parlare di “diritto allo spazio”? Chi è abituato a vivere in città, il più delle volte, è costretto ad accontentarsi di case di piccole dimensioni. Ma anche di meno risorse in termini di spazio pubblico e verde a cui attingere e meno disponibilità di mezzi privati.

Il Covid-19 ha però messo sul tavolo tutta una serie di necessità che non si possono ignorare, ma che, se ben studiate, possono costituire uno stimolo per un rinnovamento urbano più radicale ed efficace. Si parla per lo più di azioni a breve termine per un cambiamento a lungo termine, o – come ci piace più chiamarle – di “urbanistica tattica“.

Urbanistica tattica, tra creatività e nuove esigenze

L’urbanistica tattica prevede soluzioni creative per far sì che le persone possano vivere meglio gli spazi urbani, per esempio giocandoci, fermandosi per leggere, chiacchierare o bere qualcosa. Nei casi più semplici, si tratta di rendere più evidente – magari anche solo riverniciando le superfici – lo scopo originale di alcuni spazi; altre volte si può giocare con più fantasia e creare una vera e propria opera d’arte urbana.

Lavori di colorazione delle vie Venini-Spoleto all’uscita dei bambini della scuola elementare (Milano)

Le nuove esigenze del distanziamento fisico prevedono oggi un ripensamento immediato della viabilità: è necessario ridurre i marciapiedi stretti, che costringono i pedoni a muoversi tra le auto posteggiate; togliere spazio ai veicoli e darlo invece ai cittadini. In questo caso, l’urbanistica tattica ci viene in aiuto perché ci permette di creare una “segnaletica” divertente e creativa che può contribuire al giusto rispetto delle nuove regole anti-Covid-19.

Servendosi proprio di queste tecniche, la città di Milano ha deciso di predisporre un piano di progettazione a livello urbano. Il progetto “Strade Aperte” nasce con l’obiettivo di migliorare la città con azioni localizzate, semplici e creative, e nello stesso tempo di rispondere alle nuove esigenze sanitarie.

Piazza Dergano, nella città di Milano, dopo i lavori di riqualificazione.
Piazza Dergano, dopo i lavori di riqualificazione
(Milano)

Ma Milano non è l’unica città che cerca di sfruttare questo cambiamento per migliorare le proprio strade e piazze: anche Londra e Parigi in questi giorni hanno predisposto dei piani urbani per definire delle zone totalmente “car-free” dedicate totalmente ai cittadini.

Insomma, urbanistica tattica, mobilità sostenibile e più spazi verdi: sono queste le parole chiave delle nuove città post-lockdown

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