“She-Ra e le Principesse Guerriere”: quando una serie per ragazzi supera la profondità di quelle per adulti!

L’emergenza di questi mesi sta mettendo a dura prova un po’ tutti quanti. Apparentemente nessun campo sembra che stia riuscendo ad uscirne illeso, e la stessa cosa vale per il mercato dell’intrattenimento. Molte produzioni sono infatti state messe in pausa – alcune per la prima volta dalla loro creazione – altre rimandate, ed il cuore di molti di noi spezzato. Tuttavia, nonostante il clima di apparente sconforto, il mondo dell’intrattenimento è comunque riuscito a regalarci qualche rara perla, che ci fa sorridere e sperare per un futuro migliore. Oggi in particolare parleremo di “She-Ra e le Principesse Guerriere” (She-Ra and the Princesses of Power) che ha visto la sua conclusione il 15 Maggio 2020. Siete pronti? Avete i pop corn? Partiamo!

Dagli anni ’80 con furore

he-man

Innanzitutto, cosa è She-Ra? Probabilmente meno giovani potranno ricordare una serie omonima degli anni ’80, ovvero “She-Ra, la principessa del potere”. Spin-off del celeberrimo “He-Man e i dominatori dell’universo”, che conosciamo tutti principalmente per il suo meme, che riprende le avventure della sorella gemella del protagonista, Adora. Anche lei, come il fratello He-Man è infatti in grado di trasformarsi in una principessa guerriera invocando l’onore di Grayskull. Questa vecchia serie è diventata famosa per i suoi colori sgargianti e soprattutto per il tono leggero e divertente! Insomma una piccola perla per gli amanti dell’animazione di quel periodo. A fine 2017, dopo praticamente trentanni, la DreamWorks e Netflix decidono che è giunto il momento del grande ritorno: viene infatti annunciato un reboot che viene affidato alle sapienti mani di Noelle Stevenson.

she-ra, he man

In poco meno di un anno, la prima stagione della serie viene completata e rilasciata il 13 Novembre 2018 su Netflix. L’impatto, purtroppo, non è dei migliori. She-Ra deve infatti passare attraverso delle critiche a causa del design dell’eroina stessa, ritenuta troppo mascolina rispetto all’originale. Oltre che il pesante paragone con serie di successo per ragazzi come “Steven Universe” e “Avatar – La leggenda di Aang”. Nonostante questo la serie di Noelle Stevenson riesce a conquistare sempre di più gli spettatori, fino al rinnovo della quinta ed ultima stagione che ha riscosso un notevole successo mediatico e dalla critica.

Una storia per ragazzi con tinte pop

she-ra, netflix, dreamworksLa storia narra di Adora, una giovane guerriera dell’Orda che combatte le Principesse Guerriere al fianco della sua amica d’infanzia Catra. Un giorno la ragazza si imbatte in una strana spada magica e da quel momento la sua vita cambia: si rende infatti conto di essere in grado di trasformarsi nella leggendaria principessa del potere She-Ra, la cui leggenda è famosa da millenni. L’incontro con Bow e Glimmer, due militanti dello schieramento avversario, e l’assistere ad un attacco da parte dell’Orda ad un villaggio di civili innocenti, porta Adora a decidere di abbandonare la sua vecchia vita. La cosa non è presa bene da Catra, che sentendosi messa da parte decide di non seguirla e di diventare invece la sua nemesi, dando inizio ad una serie di battaglie senza esclusione di colpi tra le due ragazze.

Ma cosa ha reso She-Ra così speciale? Innanzitutto, già ad una prima occhiata possiamo notare come la serie sia effettivamente dotata di un design dei personaggi semplice ma accattivante. L’uso ridotto della CGI ha senza dubbio contribuito nel renderla più godibile. Ogni personaggio riesce a rappresentare una diversa sfumatura caratteriale e soprattutto fisica, permettendo una più larga rappresentazione rispetto alla serie originale che prevedeva un cast di soli personaggi bianchi e tutti molto simili tra di loro, per favorire la vendita dei giocattoli. Persino Adora e la sua controparte She-Ra non sono le tipiche ragazzine bionde con gli occhi azzurri e dal fisico delicato: essendo cresciuta come un soldato il suo aspetto è più muscoloso e meno aggraziato, di questo risente anche il suo modo di fare.

Diversità

Le principesse sono particolarmente variopinte e dotate di diverse fisicità, mettendo in risalto la bellezza di ognuna di loro nella propria diversità. Da non dimenticare come venga dato un ruolo di rilievo, e non solo da personaggio di sfondo, anche ad una principessa che rientra nello spettro dell’autismo: Entrapta. Questo è senza dubbio un segno dell’avanguardia della serie riguardo il voler dare una voce a tutti, senza escludere nessuno.

she-ra, adora, dreamworks

Gli argomenti trattati spaziano dalla voglia di avventura allo spirito di sacrificio, raccontando con una semplicità che meglio si adatta ai più piccoli, tematiche più delicate. Sono un esempio il rapporto tossico con i genitori, la difficoltà di trovare una propria strada, la paura di essere abbandonati, il non riuscire a gestire la rabbia e molte altre ancora. Il viaggio di Adora permette infatti di mettere in luce molteplici realtà, permettendo un po’ a tutti di simpatizzare con i personaggi. Ovviamente il tono umoristico originale viene mantenuto, anche grazie allo splendido supporto del cast di doppiatori tra i quali si annovera anche la stessa creatrice della serie.

Cosa è però che rende She-Ra speciale? Per spiegarlo al meglio dovrò fare degli SPOILER su alcuni sviluppi e sul finale, quindi lettore avvisato mezzo salvato!
La complessità di un villain

she-ra, adora, catra

Senza dubbio il punto forte della serie sono i suoi personaggi. Tutti valenti e dotati di una profondità sorprendente per una produzione per ragazzi. Sono vari ma soprattutto estremamente umani. Noelle Stevenson ha creato un universo incredibilmente vivo. I rapporti tra i suoi eroi sono senza dubbio splendidi, anche in quando si tratta di dinamiche nocive.

adora, catra

Tra questi risalta particolarmente quello tra Catra e Adora, che riesce a coinvolgere lo spettatore in una spirale di malinconia. Le due, separate dalle proprie scelte prima che dal destino, sembrano inconciliabili. Ogni volta che sembra stiano finalmente riuscendo a trovare una soluzione ai loro problemi, qualcosa tra di loro va storto, allontanandole sempre di più. La complessità del personaggio di Catra è stata paragonata a quello di Zuko (Avatar – La leggenda di Aang), altro nemico storico di una serie per ragazzi che inizia la sua redenzione nelle ultime stagioni.

La rinascita di Catra

Cresciuta in un ambiente tossico nel quale veniva solo disprezzata, Catra non riesce ad accettare l’abbandono da parte dell’unica persona della quale si fidava, ovvero Adora. La paura che quest’ultima possa preferire qualcun altro a lei la dilania, fino a portarla a compiere azioni mostruose. Un approfondimento del personaggio viene fatto mediante l’uso di flashback, che ci permette di comprendere al meglio come si sia sviluppato il rapporto tra le due nel corso degli anni. Cosa porti la ragazza ad allontanarsi dalla luce sempre di più, tuffandosi nell’oscurità. Più prova ad avere il controllo della situazione e degli altri, più tende ad allontanarli e soffrire.

Nel corso delle stagioni vediamo una Catra cadere sempre più in basso nella rabbia e nella disperazione, fino ad avere un crollo emotivo che lascia senza fiato lo spettatore. È da quel momento che la ragazza inizia una lenta risalita verso la redenzione, in una delle rappresentazioni migliori degli ultimi anni.

Adora adorabile?

adora, she-raE Adora? È senza dubbio una protagonista “atipica” per una serie rivolta al pubblico femminile. Rappresenta infatti una femminilità diversa dallo stereotipo, ma non per questo meno valida. È un personaggio estremamente ligio al dovere, che sente di dover portare tutto sulle proprie spalle a discapito della propria stessa salute. E’ pronta a sacrificarsi per il bene degli altri, ma nonostante questo non riesce ad accettare che quello sia il suo destino. Per quanto le venga ripetuto, Adora non vuole essere “solo” quello che vorrebbero gli altri. Non riesce però a farne a meno a causa del suo grande senso di responsabilità. Questo, tuttavia, la trascina in un continuo stato d’ansia mostrato nella serie con la sua difficoltà a dormire o rilassarsi. In alcuni momenti sembra quasi come se cercasse di punirsi per un crimine da lei non commesso.

Ama i suoi amici con dolcezza, ma è difficile per lei abbandonarsi totalmente al loro affetto. L’allontanamento di Catra ha in lei un effetto devastante. Per quanto venga ferita, anche fisicamente, non riesce ad abbandonarla e combatterla come dovrebbe. Anche dopo quello che sembra il loro distacco definitivo, Adora non è in grado di smettere di preoccuparsi per lei e di desiderare di averla al suo fianco come figura amica, invece che come rivale. La sua caparbietà le permette di essere un personaggio estremamente positivo, così come la sua lenta presa di consapevolezza di un futuro da poter scegliere da sola. Non esistono predestinazioni, esistono solo le scelte dei singoli.

Diversi tipi di figure genitoriali

Nel rapporto tra le due protagoniste, gioca un ruolo fondamentale anche la figura genitoriale tossica di Shadow Weaver. Quest’ultima “cresce” le due ragazze facendo netti favoritismi nei confronti di Adora, umiliando e punendo Catra ogni volta che ne ha l’occasione. La strega cerca di manipolare le due ragazze in continuazione, mettendole le une contro le altre. Probabilmente sapendo quanto potrebbero essere forti ed indipendenti da lei se riuscissero a riconciliarsi. Questo fa si che Catra inizi ad incolpare Adora di tutti i suoi problemi, vedendola come vincente ed in generale come quello che vorrebbe essere, senza però riuscire ad ottenerlo. La confonde e sfrutta la sua fragilità per ottenere ciò che vuole. Shadow Weaver è senza dubbio il “cattivo” più reale e spaventoso della serie e non certo per i suoi poteri.

Fortunatamente alla sua figura di “madre” negativa, si contrappone quella di Angella, madre di Glimmer e figura di riferimento anche per Adora. La donna cerca sempre di proteggere il suo regno ed in particolare le persone a cui tiene, così tanto da arrivare a sacrificarsi pur di augurare loro un futuro migliore. Il messaggio di Angella di speranza verso le nuove generazioni è commovente, e da quel momento porta la serie su un nuovo livello di maturità. La figlia è infatti costretta a dover assumere il ruolo di regnante senza essere davvero pronta per diventarlo, Adora invece si incolpa di non essere riuscita a fare abbastanza. Catra inizia a comprendere da quel nefasto incidente di aver esagerato ed oltre passato un limite invalicabile.

Per il potere di Gayskull!

catra, adora

La forza portante della serie è, come è possibile intuire, il rapporto tra Adora e Catra. Questo si evolve e cresce con le due ragazze, fino a diventare più consapevole e maturo. Nel corso delle stagioni, ed in particolare nella quinta, diventa chiaro come le due non provino “solo” affetto nei rispettivi confronti. Nel finale infatti, le due si confessano di essere innamorate e si scambiano persino un bacio, in una scena a dir poco commovente. Cogliendo i frutti lasciati dalle serie che l’hanno preceduta da quel punto di vista, She-Ra pone quindi delle nuove basi per la rappresentazione LGBTQIA+ nelle produzioni per ragazzi. Il fatto che le due protagoniste principali si amino e mostrino il loro amore sullo schermo, senza filtri, è infatti un traguardo immenso per una serie che ha come target i più piccoli!

double trouble, jacob tobiaOvviamente Catra e Adora non sono gli unici due personaggi di She-Ra che fanno parte della comunità LGBTQIA+: le principesse Netossa e Spinnerella sono sposate tra di loro, Bow e Scorpia sono figli di due coppie omosessuali, ma soprattutto spicca la presenza di Double Trouble. Primo personaggio non binario, o comunque tra i primi, ad apparire in una serie per bambini. Gli altri gli si riferiscono con pronomi neutri ed è particolarmente importante che venga doppiato da Jacob Tobia, a sua volta attore e scrittore non binario.

I pregiudizi sono una cosa brutta

In conclusione She-Ra è sicuramente una di quelle serie che a primo impatto può fare storcere il naso, salvo poi sorprendere. Magari all’inizio può portare a dire “ma cosa è questa cosa, non la guardo” – ogni riferimento a me medesima è puramente casuale – ma una volta superati i pregiudizi iniziali ci si ritroverà immersi in una serie animata tra le migliori degli ultimi anni. Quindi… consiglio a tutti di recuperarla e di invocare insieme l’onore di Grayskull!

 

Elisa Rapisarda

 

Elisa Rapisarda

Studentessa di nome ma non di fatto, amante di tutto ciò che mi distragga dallo studio. Sono nell'ambito del volontariato dal 2016. Le mie giornate si dividono tra videogiochi, scrittura e parlare male di tutto ciò che guardo... soprattutto se mi piace.

2 pensieri riguardo ““She-Ra e le Principesse Guerriere”: quando una serie per ragazzi supera la profondità di quelle per adulti!

  • Maggio 27, 2020 in 9:02 am
    Permalink

    Bellissimo articolo! Ho seguito con piacere questa serie e mi batto spesso per il valore delle serie (o altri prodotti) per “ragazzi”. Nulla vieta agli adulti di guardarlo, anche se si tratta di un cartone animato.
    Benché io non ami molto i reboot/sequel eccetera eccetera, sono contenta di questo prodotto che ha reso sicuramente più godibile la vecchia serie con personaggi interessanti e ben scritti. La Stevenson è stata molto brava questa volta e tutto l’aspetto dell’inclusione è forse la parte più forte e importante di questo cartone, sicuramente un prodotto di svolta nell’animazione.

    Rispondi
    • Maggio 27, 2020 in 9:47 pm
      Permalink

      Sono d’accordo! E’ una serie che tratta di temi estremamente maturi con uno storytelling godibilissimo per chiunque, lo dico da persona che non è invece riuscita ad apprezzare come avrebbe dovuto Steven Universe ed Adventure Time (che reputo comunque dei pilastri dell’animazione “occidentale”). Spero tanto in un film o qualche fumetto (come è stato per le serie di Avatar)! Ne voglio ancora! Il finale mi ha lasciato una voglia tremenda di vedere le avventure della Best Friends Squad versione quartetto <3

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *