Discriminazione Sistemica: la situazione dei neri negli Stati Uniti.

Nell’ultimo articolo abbiamo parlato del movimento Black Lives Matter e, al suo interno, abbiamo accennato alla discriminazione sistemica, detta anche razzismo sistemico. Oggi cerchiamo di capire, con l’aiuto di Francesco Costa (vice direttore de Il Post), perché negli Stati Uniti, ci riferiamo a questo fenomeno definendolo, appunto, sistemico.

Cosa intendiamo, per sistemico

Seguendo la definizione del moi amato Vocabolario Treccani:

Del sistema, relativo al sistema, o più precisamente pertinente a un sistema

In psicologia, esiste un indirizzo, chiamato Psicologia sistemica che si occupa di spiegare i fenomeni psicologici attraverso il contesto. Questo tipo di approccio è lo stesso che utilizziamo nella comprensione della discriminazione sistemica: si tratta di tutte quelle forme di discriminazione e razzismo che derivano dalla struttura del contesto in cui avvengono. Non si tratta, quindi, semplicemente dell’esistenza di “persone razziste” ma di una forma di discriminazione che viene legittimata dalla struttura sociale e giuridica degli Stati Uniti.

La discriminazione sistemica

Negli Stati Uniti il razzismo è stato giustificato dalla legge. Non è iniziato con una persona o un gruppo di persone che ritenevano inferiori etnie diverse da quelle caucasiche.

Negli Stati Uniti i neri sono stati schiavi, per secoli. Per abolire la schiavitù hanno combattuto una guerra civile.

E quando hanno abolito la schiavitù, comunque i neri hanno vissuto la segregazione razziale e l’apartheid. Tutti conosciamo gli autobus per bianchi e per neri, le classi divise fra bianchi e neri.

La discriminazione non era solo fra le persone, era nella legge, nello Stato. Le leggi stabilivano l’ingiustizia fra le “razze”. E parlo di razze (ovviamente virgolettato) e non di etnie perché molti dei neri erano figli di neri, nipoti di neri. Americani da generazioni che non erano mai entrati in contatto con la cultura dei loro antenati. Americani a tutti gli effetti.

Una curiosità appresa da Francesco Costa:

In molte città americane, le strade che portano verso i quartieri migliori erano progettate in modo che gli autobus non potessero passare. E la maggior parte dei fruitori dei servizi pubblici erano neri, escludendoli così dal poter vivere o passare per quei quartieri.

L’abolizione della segregazione razziale non ha portato l’uguaglianza

La discriminazione sistemica è presente in tutti gli aspetti della vita americana: la scuola, il costo e la possibilità di trovare affitti, la sanità, l’accesso alle università e il sistema penale. Queste realtà sono regolate in modo che non esista una vera uguaglianza ma che il razzismo continui ad essere perpetrato.

Il problema è che, essendo il razzismo insito nel sistema, spesso i bianchi non ne sono consapevoli. Ma di questo, del White Privilege, parleremo in un altro articolo.

Giulia Lausi

Giulia, 25 anni, scout e psicologa iscritta all'Albo A, perennemente oberata di impegni. Gli argomenti di cui scrivo vertono sulla parità di genere e su quanto ognuno di noi può fare per creare cultura. E su quanto possiamo "lasciare il mondo migliore di come l'abbiamo trovato".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *