Il Privilegio di essere bianchi: white privilege.

Continuiamo con la nostra rubrica che segue il movimento Black Lives Matter affrontando oggi il tema del White privilege: il Privilegio di essere bianchi.

Il White Privilege negli US

Come accennavamo nell’articolo di ieri, la cultura degli US fornisce ai bianchi un privilegio di cui loro stessi sono inconsapevoli. Si tratta di un privilegio nascosto perché non avviene con forme di razzismo evidenti.

Le persone bianche pensano di aver raggiunto le loro posizioni grazie alle loro forze. Ma quanti afroamericani sono stati scartati per quella posizione? Quanti non hanno potuto candidarsi perché non hanno potuto studiare?

Questo non significa che i bianchi  non meritino la posizione che hanno ottenuto. Significa accettare l’idea che il colore della propria pelle può aver influito nell’ottenerla.

Non è altro che lo stesso principio delle “quote rosa”. Non sono state create per avere più donne ai vertici di aziende o organizzazioni. Sono state create perché culturalmente gli uomini vengono associati a maggiori competenze, anche quando non è così. E, allora, fra un uomo e una donna con le stesse capacità e competenze, devi scegliere la donna.

Ecco, lo stesso discorso lo possiamo applicare, negli Stati Uniti, al divario bianchi neri. Per quanto abbiano le stesse competenze, i bianchi tendono ad essere selezionati con più facilità. (E dire che “il datore di lavoro può scegliere” è razzista, in questo caso).

Alcuni dati sui privilegi dei bianchi:

Sempre da Francesco Costa abbiamo preso alcuni dati sulle conseguenze economiche della pandemia da COVID-19. Il 31% della popolazione ha dichiarato di aver avuto problemi nelle spese di cibo, oggetti per la casa, beni di prima necessità, conti bancari e sanità. Circa il 50% sono persone nere non ispaniche (negli US le etnie sono, generalmente BlackHispanicWhite).

Gli afroamericani sono quelli che in percentuale sono morti maggiormente causa coronavirus. Ad esempio, a Chicago, i neri rappresentano il 32% della popolazione e sono il 67% dei morti per Coronavirus.

Ad oggi, le persone di colore (con “Persone di Colore” o PoC si intendono tutte le etnie diverse da quella bianca, include quindi ispanici, latini, asiatici e tutte le altre etnie) sono sovrarappresentate nei lavori a più basso compenso. Come l’agricoltura e i lavori domestici.

Quindi, se abbiamo questo “Privilegio” significa che non siamo discriminati?

No, non esattamente. Abbiamo parlato in diversi articoli delle discriminazioni che subiscono le donne, le persone queer, le persone grasse,… Ognuno di noi può subire discriminazioni per un motivo o per un altro.

Ma la discriminazione razziale è quella che va avanti da più tempo, che si nasconde meglio all’interno della società.

Avere il Privilegio di essere bianchi, significa che il colore della pelle non è una delle cose che ci rende discriminati. Si tratta di un fenomeno che esiste e che è il risultato diretto di un razzismo storico che perdura fino ad oggi, caratterizzato da distorsioni cognitive e atteggiamenti messi in atto proprio per opprimere le persone di colore.

Il White Privilege fa sì che i bianchi traggano attivamente benefici dall’oppressione delle persone di colore

Anche inconsapevolmente, non stiamo dicendo che siamo attivamente razzisti, anche in Italia viviamo questo privilegio.

I bianchi sono la categoria più rappresentata nei media: attrici, attori, modelle, cantanti.

Nessuno si avvicinerà a noi, persone italiane e dalla pelle bianca, chiedendoci “da quale Paese venite”. Eppure sono moltissimi gli afroitaliani che si sentono dire di Tornare a casa loro, nel loro paese. Quando magari sono nati e cresciuti qui. Quando, magari, anche i loro genitori sono nati e cresciuti in Italia. O nessuno si sentirà autorizzato ad aggredirci per il colore della nostra pelle.

I prodotti che acquistiamo sono pensati e disegnati per noi: quante sfumature di fondotinta esistono sui toni caucasici? Quante sui colori delle PoC? E questo è solo uno dei molteplici esempi che possiamo fare.

Nessuno di noi, bianchi, si è sentito dire che come tutti i bianchi, rubiamo e stupriamo. Se un italiano bianco fa un’azione sbagliata, la colpa è di quell’italiano bianco. Non di tutti gli appartenenti alla sua razza.

Ma non preoccupatevi: non possiamo abbandonare il nostro privilegio, ma possiamo comunque agire.

Ecco perché, nei prossimi articoli, parleremo anche di Essere Alleati: cosa fare, cosa non fare e come rendersi voce attiva del nostro privilegio.

Giulia Lausi

Giulia, 25 anni, scout e psicologa iscritta all'Albo A, perennemente oberata di impegni. Gli argomenti di cui scrivo vertono sulla parità di genere e su quanto ognuno di noi può fare per creare cultura. E su quanto possiamo "lasciare il mondo migliore di come l'abbiamo trovato".

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