Alleati contro il razzismo: guida all’attivismo bianco.

Definizione della parola "alleato", immagine nera con scritto: Black Lives Matter, Alleato: aggettivo, legato da un patto di alleanza, esteso: legato da un impegno di solidarietà, nome: membro di un patto di alleanza, esteso: sostenitore. In basso a destra una persona di colore con un cartello in manoEssere alleati non è semplice, ma è il primo modo per essere attivisti. Ne abbiamo già parlato in occasione del Pride per gli eterosessuali, ne parliamo oggi per quanto riguarda essere bianchi.

Decalogo per essere alleati

Cosa fare: tenere a mente i propri privilegi

Il razzismo è sistemico: anche quando combattiamo apertamente contro il razzismo e cerchiamo di essere alleati, comunque traiamo i benefici dai secoli di oppressione. Dobbiamo ricordarci che la comunità nera è l’autorità, non siamo noi al centro del movimento. Noi siamo il supporto.

Cosa non fare: parlare con le persone nere del “senso di colpa” per essere privilegiati

Non è utile per nessuno. Dire a una persona di colore che il razzismo sistemico ci fa stare male è nuovamente mettere al centro noi bianchi. Anziché mettere al centro coloro che ogni giorno stanno male per lo stesso fenomeno. Ma, stavolta, in prima persona.

Cosa fare: parlare di razzismo con altre persone bianche

Per quanto, infatti, non sia la nostra battaglia, è la nostra battaglia. Avere un privilegio, infatti, ci permette di fare da megafono alle voci delle persone nere. Avere conversazioni di questo tipo può non essere piacevole, ma rimane un argomento di cui parlare anche e soprattutto quando non ci sono episodi di razzismo nella comunicazione mediatica.

Cosa non fare: aspettare che ci siano persone nere pronte a educarci

Le persone di colore non sono enciclopedie. Pretendere che le persone di colore siano a nostra disposizione per spiegarci come si sentono è una forma di suprematismo bianco. Possiamo ascoltare ma dobbiamo essere in grado, anche, di cercare le nostre fonti e informarci di conseguenza.

Cosa fare: agire nell’immediato

Continuare a rimandare, sperare che il cambiamento si realizzi sul lungo periodo fa sì che altre persone di colore diventino vittime nel frattempo. Essere alleati e mettere in gioco il proprio privilegio è qualcosa che va fatto subito.

Cosa non fare: paragonare il razzismo ad altre discriminazioni di cui si è fatta esperienzaSintesi delle cose da fare per essere alleati (supportare, ascoltare, agire) e di cosa non fare (spiegare, paragonare, aspettare). Scritta su sfondo nero, in basso a sinistra una donna con un megafono che parla.

Per quanto possa sembrare una forma di empatia, una conversazione di questo tipo mette nuovamente noi al centro. Ricordiamoci sempre che metterci al centro in una problematica che non riguarda noi, non ha a che fare con noi. Possiamo empatizzare, ma non sentiremo mai il peso del razzismo.

Se volessimo sintetizzare…

Essere alleati significa mettersi in ascolto senza pretendere di sapere ciò che non potremo mai provare (evitando così il whitesplaining); significa parlare per dar voce alle minoranze, in modo che vengano ascoltate, senza però sovrastarle con la propria voce.

Giulia Lausi

Giulia, 25 anni, scout e psicologa iscritta all'Albo A, perennemente oberata di impegni. Gli argomenti di cui scrivo vertono sulla parità di genere e su quanto ognuno di noi può fare per creare cultura. E su quanto possiamo "lasciare il mondo migliore di come l'abbiamo trovato".

3 pensieri riguardo “Alleati contro il razzismo: guida all’attivismo bianco.

  • Giugno 17, 2020 in 8:41 pm
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    Voi siete malati.
    Dico davvero, lo siete.
    In una società ormai multietnica da anni, dove allo stato attuale hanno più facilità di occupazione e case pubbliche cittadini stranieri, tirare fuori la storia del razzismo quasi come sottomissione ai “neri” è stupido, ridicolo, fuori dal tempo, fuori luogo.
    Sappiamo tutti che siamo uguali di fronte alla legge, non c’è bisogno ora di creare il concetto che i neri sono una “razza” discriminata.
    Il bianco di oggi non è stato in Africa con la doppietta, non ha privilegi rispetto a un nero nel trovare casa e lavoro, non è privilegiato di fronte ad un tribunale, non picchia la “sua” “donna” che anzi ne ha certe volte paura, non intona “faccetta nera” al risveglio mattutino.
    Anzi, talvolta è tutto il contrario.
    Cosa vi rende così ottusi? Seguite la moda?
    Siate intelligenti e usate la vostra testa.
    Tra i primi 15 paesi al mondo per reddito pro capite, oltre la metà non sono “bianchi”, i primi a schiavizzare i popoli neri furono gli arabi e, oltre ciò, tra i maggiori inquinatori molti sono paesi non occidentali.
    Il mondo è cambiato, e presto saremo noi la minoranza etnica sotto scacco del razzismo degli altri, perché le differenze etniche ci saranno sempre come ci sarà sempre chi non vorrà far figli con altre razze.
    Svegliatevi, coglioni omologati.
    Vi vogliono così imbecilli così non vi occupate dei veri problemi: le discriminazioni di classe.

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  • Giugno 17, 2020 in 9:17 pm
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    Aggiungo: non si può inondare un paese di persone che vengono da paesi sovrapopolati, comunque dove non si fa la fame, con un tasso di disoccupazione alta ed un debito pubblico da capogiro.
    È privilegiato quel bianco che può permettersi di non lavorare, non certo quelli che provengono dai ceti meno abbienti e dalle classi lavoratrici, e: no, non sempre la ricchezza è un merito.
    A me sembra che l’ipocrisia generale sia di chiedere di fare le spese di questa “colpa” e “privilegio” proprio a chi non ha questi, mentre chi ha facoltà di denaro gioca a fare il #restiamoumani con i diritti degli altri.
    Ricordarsi che in un paese africano, sarebbero gli immigrati bianchi ad essere mal visti, mentre erano ben visti i mercanti di schiavi, a cui i capi locali scendevano, liberamente, la propria gente.
    Studiate.

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    • Luglio 1, 2020 in 10:06 am
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      Buongiorno,
      Nessuno qui ha detto che il razzismo sia l’unica forma di discriminazione ma non si può di certo dire che non esiste. I neri muoiono negli Stati Uniti ma la situazione in Italia non è di certo diversa: abbiamo i famosi “immigrati di seconda generazione”, figli di immigrati, che non hanno cittadinanza italiana nonostante siano nati in Italia. Abbiamo stranieri sottopagati, sfruttati (i famosi campi di pomodoro in cui “lavorano” i neri, il fenomeno del caporalato) che non hanno nessun tipo di tutela.
      Quello che si chiede è a chi ha il privilegio di riconoscerlo e di fare qualcosa per migliorare la situazione, siano essi ricchi o poveri. Parlare in un commento in cui cerchiamo di capire come migliorare nel nostro piccolo per trattare le persone intorno a noi in modo equo di un’altra cosa (come la lotta di classe) è fare un minestrone che sposta l’attenzione su un secondo problema di cui non si è minimamente parlato.
      Se domani si parlasse di discriminazioni di classe, avrebbe senso arrivare sotto un commento a parlare di razzismo?

      Nel commento precedente lei ha scritto che il bianco di oggi:
      – “non è stato in Africa con la doppietta”, ma ci sono molti bianchi che lo farebbero;
      – “non ha privilegi rispetto a un nero nel trovare casa e lavoro”, questa affermazione è in realtà falsa, esistono molte testimonianze di persone che affittano solo agli italiani, di persone bianche che hanno un lavoro a parità di titoli o, a volte, anche con meno esperienza;
      – “non è privilegiato di fronte ad un tribunale”, statisticamente le persone di colore tendono ad essere più accusate e recluse ingiustamente;
      – “non picchia la “sua” “donna” che anzi ne ha certe volte paura”, dalle ricerche antropologiche, non emergono differenze significative fra le diverse etnie, ne è una dimostrazione il fatto che la violenza di genere esiste anche in Italia e in Europa come fenomeno problematico;
      – “non intona “faccetta nera” al risveglio mattutino”, questo onestamente lo spero ma non ne sono nemmeno così convinta.

      Il razzismo è un fenomeno esistente e non notarlo significa avere il privilegio di poterlo ignorare.
      Per il resto, se ha consigli su argomenti di discriminazione da poter affrontare in nuovi articoli, ce li faccia sapere, in questo modo possiamo fare informazione anche su altri privilegi cui magari non abbiamo pensato.

      Buona giornata

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