ISOLA.TI: un nuovo progetto al confine tra terra e mare

Nella società moderna, una delle più grandi capacità che deve avere un progettista deve essere quella di riuscire a pensare out of the box, fuori dagli schemi. Osservare le cose come fanno tutti – o meglio, descrivere i problemi come fanno tutti – significa infatti percorrere strade già sperimentate. La soluzione sta proprio nello sforzarsi di osservare le cose da diversi punti di vista, e individuare realtà nuove, anche geniali e divertenti. Non possiamo negare che proprio questo è stato l’obiettivo comune degli ultimi mesi: le continue preoccupazioni per la pandemia, e le nuove regole nate da esse, hanno costretto a riprogettare spazi, a trasformarli e rimodellarli in relazione alle nuove esigenze. E ora che si avvicina la stagione balneare, nascono nuovi dubbi e incertezze: saremmo in grado di arrestare anche qui l’epidemia?

Le proposte di riorganizzazione degli stabilimenti balneari non sono mancate: c’è chi punta sul distanziamento degli ombrelloni e chi si inventa strane barriere di plexiglass, su modello di quelle che si usano sui ristoranti, assolutamente invivibili sotto il sole d’estate. Eppure, c’è anche chi decide di pensare out of the box, di non concentrarsi tanto sugli spazi della spiaggia, quanto su quella immensa distesa blu che ci suscita tante emozioni: il mare.

ISOLA.TI: il mare secondo quattro neoarchitette

Si chiama ISOLA.TI , ed è il progetto di quattro giovanissime neoarchitette, classe 1993, da poco laureate all’Università di Firenze. Nasce dal tentativo di cambiare prospettiva e guardare oltre il classico lettino sulla sabbia o il tipico ombrellone; si prevede, infatti, la creazione di una serie di piattaforme galleggianti, di 3x3m, ancorate al suolo e raggiungibili tramite apposite barchette dalla riva. La struttura è pensata per essere realizzata con modelli ecosostenibili. Soprattutto, le isolette possono essere arredate in diverso modo, con poltrone, lettini e coperture di vario genere.

Si tratta di un modo diverso di pensare allo stabilimento balneare che potrebbe anche essere proposto quando la pandemia avrà finito di imporre le sue regole. Non è più il mare a stare di fronte all’uomo, ma quest’ultimo che, in una comoda isoletta, si lascia cullare dalle onde.

ISOLA.TI crea un luogo al confine tra la terra e il mare, dove finalmente si possono vedere tutte quelle cose che dalla riva sono invisibili.

isola

Diana Signorelli

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