5 idee per cambiare il futuro: le proposte di Boeri per gli Stati Generali

Ormai lo possiamo dire: in queste settimane siamo riusciti a prendere qualche piccolo respiro di sollievo. La vita del lockdown ci sembra quasi un brutto sogno – forse non troppo lontano, a dirla tutta – e lentamente stiamo tornando alla routine di tutti i giorni. Eppure, qualcosa è cambiato. Ma cosa?

Con il lockdown è emersa la necessità di un cambiamento, o per meglio dire una rinascita, dello stato italiano. Proprio per questo motivo, come annunciato durante la conferenza stampa del 3 giugno, il premier Giuseppe Conte ha deciso di convocare gli Stati Generali.

La domanda sorge spontanea: cosa intendeva Conte per “Stati Generali“?

Si tratta in effetti di una serie di incontri, tenutosi a Villa Pamphilj in queste settimane, con l’obiettivo di definire le linee di intervento per il rilancio economico del paese dopo l’emergenza Covid-19. Tra i partecipanti, una delle “menti brillanti” scelte da Conte è stato Stefano Boeri, architetto e urbanista italiano, noto soprattutto per il suo impegno nel “ripensare” la città dl futuro.

Boeri ha presentato le sue idee, articolandole in ben 5 punti. Ogni proposta ha il fine di creare una città aperta sia all’uomo che alla natura, in cui l’ordine delle strade e delle case si scontra con il caos delle piante e della vita di quartiere.

5 proposte per la città del futuro

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La prima proposta di Boeri riprende le sue teorie sulle “forest cities“: l’architetto parla infatti ancora una volta di “forestazione”, considerandola una caratteristica indispensabile per le città del futuro. L’obiettivo si può raggiungere solo se ci si impegna a moltiplicare il numero di alberi presenti oggi in qualsiasi centro abitato, ed è un’attività che – così come sottolinea lo stesso Boeri – deve iniziare immediatamente.

Il secondo punto, invece, fa riferimento all’importanza che il sistema scolastico assume per la città che cambia. Le scuole “devono essere hub di comunità, luoghi centrali”, afferma l’architetto, “che attraggono folle e corpi”.

Viene poi dato spazio ai vecchi borghi: in Italia ce ne sono circa cinquemila semi abbandonati che potrebbero diventare punti di forza del Paese. Boeri parla di contratti di reciprocità, come nel modello francese, che consentono un dialogo tra le città e i vecchi centri abitati di piccole dimensioni.

La quarta proposta fa riferimento a uno dei problemi più impegnativi dell’architettura contemporanea: la sostituzione edilizia. Il tema è il rilancio del settore delle costruzioni tramite l’abbattimento o il recupero di edifici energivori. In Italia ce ne sono più di quattro milioni.

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L’ultimo dei 5 punti, infine – “al quale tengo molto”, sottolinea Boeri – riguarda lo spettacolo dal vivo: “Ho proposto di ispirarsi al modello inglese del Live Music Act. […] Permette entro le 23 di fare musica, ma anche teatro e danza, ovunque, con un massimo di 200 persone […]. In un anno in Gran Bretagna sono nate così 25 mila nuova imprese culturali”. Insomma, un bel rilancio per il settore dell’arte.

(disegni di Sabine Heine)

Diana Signorelli

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